AstraZeneca investe 2 miliardi di dollari in Summit Therapeutics per lo sviluppo combinato di anticorpi bispecifici e farmaco-coniugati in oncologia

AstraZeneca investirà 2 miliardi di dollari in Summit Therapeutics per accelerare lo sviluppo di ivonescimab, anticorpo bispecifico diretto contro PD-1 e VEGF della biotech statunitense, in combinazione con anticorpi farmaco-coniugati (ADC) della pipeline di AstraZeneca. L’operazione, annunciata a fine settembre 2026, rafforza la strategia della pharma anglo-svedese negli ADC e nelle combinazioni oncologiche.

Ivonescimab sarà inizialmente valutato insieme a sonesitatug vedotin (sone-ve), un ADC diretto contro CLDN18.2, nel trattamento dei tumori gastrointestinali. La molecola è già approvata in Cina per diverse indicazioni nel carcinoma polmonare non a piccole cellule. L’accordo tra le due società si articola in tre fasi: AstraZeneca acquisirà una partecipazione del 12% in Summit; le due aziende finanzieranno congiuntamente gli studi clinici di ivonescimab in combinazione con sone-ve; infine potranno valutare l’utilizzo di ivonescimab anche insieme ad altri farmaci della pipeline di AstraZeneca. Summit e AstraZeneca manterranno comunque i rispettivi diritti di sviluppo e commercializzazione sulle proprie molecole.

L’operazione si inserisce in una settimana di forte attività di dealmaking nel settore oncologico e cardiometabolico, con Novo Nordisk che ha siglato in parallelo due accordi miliardari (con Nanexa e con Hengrui Pharma) per ampliare la propria pipeline.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco l’accordo segnala l’ulteriore investimento di una Big Pharma come AstraZeneca sulla classe degli anticorpi bispecifici in combinazione con i farmaco-coniugati, un approccio terapeutico in oncologia sempre più centrale che nei prossimi anni potrebbe tradursi in nuove opzioni di combinazione da presentare a oncologi e specialisti.

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