Astellas entra nella terapia genica. Accordo da $3 mld per acquisire Audentes Therapeutics

Dopo l’acquisto di AveXis da parte di Novartis per 8,7 miliardi di dollari, e Roche che sta ancora lavorando per completare l’acquisizione di Spark Therapeutics per 4,3 miliardi di dollari, adesso anche Astellas entra nell’agone per le terapie geniche. La casa farmaceutica giapponese ha definito un accordo definitivo per acquisire Audentes Therapeutics per 60 dollari per azione in contanti che equivale a un valore totale della transazione pari a circa 3 miliardi di dollari.

Dopo l’acquisto di AveXis da parte di Novartis per 8,7 miliardi di dollari, e Roche che sta ancora lavorando per completare l’acquisizione di Spark Therapeutics per 4,3 miliardi di dollari, adesso anche Astellas entra nell’agone per le terapie geniche.

La casa farmaceutica giapponese ha definito un accordo definitivo per acquisire Audentes Therapeutics per 60 dollari per azione in contanti che equivale a un valore totale della transazione pari a circa 3 miliardi di dollari.

Con sede negli Usa a San Francisco, Audentes Therapeutics è un’azienda di punta nel settore delle medicine genetiche basata su virus adeno associati (AAV), focalizzata sullo sviluppo e la commercializzazione di prodotti innovativi per gravi malattie neuromuscolari rare. Audentes sta sfruttando la piattaforma tecnologica di terapia genica di AAV e le competenze di produzione proprietarie per sviluppare programmi in tre modalità: sostituzione genica, salto dell’esone vettoriale e abbattimento dell’RNA vettoriale.

Kenji Yasukawa, CEO della casa farmaceutica giapponese, ha detto che attraverso l’accordo, che si prevede di chiudere nel primo trimestre del 2020, “stiamo stabilendo una posizione di leadership nel campo della terapia genica”.

Yasukawa ha commentato: “Audentes ha sviluppato una solida pipeline di prodotti candidati promettenti che sono complementari alla nostra pipeline esistente, incluso il suo programma principale AT132 per il trattamento della miopatia miotubulare legata a X“. Si tratta di una patologia ultrarara che colpisce solo circa 40 americani. Certamente la decisione di Astella non deriva dall’interesse per le potenzialità commerciali di questo farmaco ma bensì dall’interesse per la piattaforma tecnologica che dovrebbe consentire di sviluppare altri farmaci.

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