Argenx acquisisce la biotech Forte per 2,2 miliardi di dollari, rafforza la pipeline nelle malattie autoimmuni

Argenx ha annunciato l’acquisizione della biotech statunitense Forte per 2,2 miliardi di dollari, un’operazione che rafforza la pipeline dell’azienda nelle malattie autoimmuni. L’accordo prevede un corrispettivo di 77 dollari per azione, pari a un premio dell’86% rispetto alla quotazione media delle azioni Forte nelle ultime settimane, con closing previsto nel terzo trimestre dell’anno.

L’asset di punta della pipeline di Forte è FB102, un anticorpo anti-CD122 considerato un potenziale farmaco first-in-class, attualmente in sviluppo per vitiligine e celiachia, con possibili applicazioni anche in altre patologie autoimmuni tra cui l’alopecia areata. Il candidato ha recentemente ottenuto risultati positivi in uno studio di fase 1b nella vitiligine.

Il portafoglio attuale di argenx è trainato da efgartigimod alfa, terapia già approvata per la miastenia gravis generalizzata e la polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP). Tra i programmi più avanzati dell’azienda figura anche empasiprubart, un inibitore del complemento C2 in sperimentazione clinica avanzata per CIDP, disfunzione ritardata del trapianto di rene e neuropatia motoria multifocale.

L’operazione si inserisce in un momento di intensa attività di M&A nel settore delle malattie autoimmuni, area in cui diverse aziende biofarmaceutiche stanno ampliando le rispettive pipeline attraverso acquisizioni mirate di asset in fase clinica avanzata.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco attivi nell’area immunologia, l’operazione segnala l’ampliamento imminente del portafoglio terapeutico di argenx, con nuove aree di malattia — vitiligine e celiachia in primis — che potrebbero tradursi in future indicazioni da presentare a specialisti e centri prescrittori.

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