2019, un anno di M&A

Un riassunto delle maggiori operazioni dell’anno che sta per chiudersi. Dalla maxi chiusura Takeda-Shire agli accordi Bms-Celgene, Abbvie-Allergan e 3M-Acelity

Il 2019 è stato un anno di M&A molto interessanti. A inizio anno, vari analisti di Backer McKenzie avevano pronosticato un +7% di acquisizioni rispetto al 2018 e in parte le attese per un’esplosione di fusioni e acquisiti sono state rispettate.

Le maxi acquisizioni dei primi sei mesi 2019

Fusioni e acquisizioni hanno dominato il settore dell’industria farmaceutica e dei dispositivi medicali  nei primi sei mesi del 2019. A dirlo è stato un report di Evaluate dal titolo “Pharma, biotech e medtech, half-year review 2019”, che ha analizzato tutte le operazioni finanziarie del settore nella prima parte dell’anno. Ne è emerso uno scenario in cui a spiccare sono due acquisizioni nel farmaceutico: quella di Celgene da parte di Bristol-Myers Squibb (per 74 miliardi di dollari) e quella di Allergan da parte di Abbvie (per 63 miliardi di dollari). A gennaio c’è stato poi il closing dell’affare Takeda-Shire (52 miliardi di dollari) costato all’azienda nipponica un bel downgrading da parte di S&P. Per risollevarsi dal grosso debito contratto, Takeda, sempre a gennaio, aveva ipotizzato di cedere Nycomed, azienda svizzera acquisita nel 2011 la cui cessione avrebbe portato ossigeno alle casse dopo il closing con Shire. Disinvestimento previsto, 10 miliardi di dollari. Infine un’altra maxi operazione, stavolta in casa Eli Lilly. La casa farmaceutica americana ha sborsato otto miliardi di dollari per irrobustire il proprio portafoglio di prodotti anti-cancro con l’acquisizione di Loxo Oncology. Gli azionisti di quest’ultima hanno ricevuto 235 dollari per azione in contanti.

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