Vaccino di Astrazeneca contro Covid, stop ai test per effetti avversi imprevisti

Un caso di effetti collaterali potenzialmente gravi ha costretto la società alla cautela tanto da disporre l’interruzione momentanea dei trial e avviare un’indagine per riesaminare i dati

Un solo caso di effetto avverso in Regno Unito ha determinato lo stop dei test del vaccino di Astrazeneca contro Covid. Un terremoto che mette in discussione molti aspetti della strategia profilattica messa in campo dall’Italia e dall’Europa dopo la chiusura di contratti di approvvigionamento di milioni di dosi. La società anglo-svedese ha fatto sapere che lo stop temporaneo consentirà di riesaminare il caso e rivedere i dati sulla sicurezza. Il titolo in Borsa a Wall Street ha subito un pesante calo, -6%.

Azione di routine

Sempre Astrazeneca spiega che la pausa fa parte di protocolli di routine già previsti. Partirà quindi un’indagine indipendente per valutare lagravità della situazione e capire se l’intero ciclo produttivo e di sperimentazione è stato messo a rischio. Per quanto siano frequenti o comunque non inusuali degli arresti di questo tipo in fase di sperimentazione, è altrettanto vero che i tempi per una distribuzione sicura, in queste condizioni, potrebbero allungarsi dando ragione indirettamente a chi, più prudentemente, ha ritenuto in queste settimane che sarebbe stato difficile avere dosi già per la fine del 2020.

Niente allarmismi

“La battuta di arresto del vaccino AstraZeneca di Oxford è fisiologica e normale, non è uno stop ma una fase di valutazione, non è mai stato sviluppato un vaccino in un anno”, ha detto Andrea Crisanti ordinario di microbiologia all’Università di Padova a 24Mattino su Radio 24. “Si tratta di processo lungo e complesso, che coinvolge circa 100mila persone, lo sviluppo di un vaccino dura circa 5 anni. Giustificato fare degli sforzi perché si tratta di una misura che dal punto di vista costi ed efficacia è la più conveniente ma ci vuole tempo”.

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