Usa, la copertura vaccinale pediatrica scende ancora: morbillo ai massimi da 35 anni

Negli Stati Uniti la copertura vaccinale tra i bambini della scuola materna è scesa ulteriormente nell’anno scolastico 2025-2026, con un calo dello 0,1% rispetto all’anno precedente. Lo rende noto il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention): la copertura per MPR (morbillo-parotite-rosolia) si attesta al 92,4%, quella per DTaP (difterite-tetano-pertosse) al 92%, ben al di sotto della soglia di sicurezza del 95%.

Il dato più critico riguarda le esenzioni: la quota di bambini esonerati da almeno una delle vaccinazioni obbligatorie per l’accesso a scuola è salita dal 3,6% al 4,2%, con incrementi in 41 Stati e nel District of Columbia, e superiore al 5% in 24 Stati. Circa 280.000 bambini della scuola materna risultano privi di documentazione che attesti il completamento del ciclo vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia. Secondo l’analisi di KFF, il dato medio nazionale nasconde forti differenze territoriali, con le comunità a copertura più bassa più esposte al rischio di focolai.

Il trend si riflette nei dati epidemiologici: nel 2026 i casi di morbillo confermati salgono a 2.566, il numero più alto registrato negli Stati Uniti da oltre 35 anni, distribuiti in 45 Stati oltre a New York City e Washington D.C., con 38 nuovi focolai attivi. Il 93% dei casi riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto. I ricoveri sono 169, in calo rispetto ai 243 del 2025 (quando si erano registrati anche tre decessi), ma un focolaio avviato in South Carolina nell’ottobre 2025 ha coinvolto quasi 1.000 persone in sei mesi.

Il caso statunitense è un monito utile anche per il contesto italiano, dove la farmacia dei servizi si sta sempre più affermando come presidio vaccinale di prossimità. Per gli informatori e le informatrici scientifiche del farmaco che seguono l’area vaccini, i dati Cdc offrono argomenti concreti da portare ai professionisti sanitari sull’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla copertura pediatrica, anche in un Paese con un sistema sanitario avanzato come gli Stati Uniti.

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