Tutte le bufale in circolazione sul coronavirus cinese

Da una parte il complottismo sulle case farmaceutiche produttrici di vaccini, dall’altra quello di natura militare. Poi non possono mancare gli allarmismi su fantomatici casi già registrati in Italia e le diete “miracolose”

Mentre a livello globale cresce l’attenzione e la preoccupazione per il coronavirus 2019-nCoV, la cui diffusione è partita dalla città cinese di Wuhan, in Italia (e non solo) hanno iniziato a circolare a livello mediatico una serie di falsità, che spaziano dalle folli teorie campate in aria fino agli allarmismi da clickbaiting e alle manovre pseudo-pubblicitarie. Se in alcuni casi queste bufale creano più ilarità che altro, ci sono situazioni in cui chi dovesse credere a queste strampalate teorie potrebbe adottare comportamenti potenzialmente pericolosi per la propria salute. Ma andiamo con ordine.

Per il momento abbiamo raccolto quattro delle più virali fake news comparse tra social network e siti, di cui alcune tipicamente italiane e altre di livello internazionale. Non è difficile credere, però, che altre bufale compariranno nei prossimi giorni, soprattutto perché proprio in queste ore – con l’attivazione delle misure di sicurezza negli aeroporti – anche il nostro Paese inizia ad accorgersi concretamente di quanto sta accadendo.

Il complotto delle case farmaceutiche

Il tema, naturalmente, sono i vaccini. E la storia, che è la riformulazione in versione 2020 di una teoria in circolazione da decenni, consiste nell’idea che il coronavirus e l’epidemia siano una trovata di BigPharma per vendere a caro prezzo un nuovo vaccino. In particolare, c’è chi sostiene che 2019-nCoV sia stato messo in circolazione solo dopo la messa a punto del trattamento, così da tirare fuori dal cilindro la soluzione proprio nel momento più critico e far così pagare a carissimo prezzo la soluzione vaccinale. Ad altri, in versione moderata, piace invece pensare che il vaccino debba ancora arrivare, ma che la diffusione del contagio sia in qualche modo favorita da loschi interessi, perché la messa a punto del vaccino sarà necessaria solo se davvero si innescherà una pandemia.

Al di là dell’assenza di qualsivoglia prova a sostegno di queste teorie, per demolire i complottismi basta conoscere un po’ di storia. Spesso, infatti, in questi giorni si racconta di come il nuovo coronavirus abbia molte caratteristiche in comune con quello che nel 2003 generò la pandemia della Sars. Ebbene, sono trascorsi 17 anni e un vaccino certificato contro la Sars ancora non c’è, perché le formulazioni messe a punto non si sono dimostrate sufficientemente sicure e nemmeno particolarmente capaci di garantire l’immunità. Alcune sperimentazioni su nuove formulazioni contro la Sars sono tutt’ora in corso, soprattutto in Cina, e ciò dimostra ancora una volta quanto siano i rigidi i protocolli e i test da superare prima che un vaccino possa essere messo sul mercato.

Se anche per 2019-nCoV l’iter dovesse essere simile, la produzione di un valido vaccino contro questo coronavirus potrebbe essere estremamente complessa e, di fatto, le strategie di contenimento del contagio dovranno puntare su qualcosa di diverso dalle vaccinazioni.

La manovra militare occulta

Per il momento è più una chiacchiera da bar che una teoria del complotto ben definita, ma la tesi è chiara: il coronavirus cinese sarebbe in realtà un attacco militare di natura biologica, scatenato per decimare la popolazione.

Non è chiaro, però, quale Paese avrebbe organizzato questo attacco, né quale sarebbe effettivamente l’obiettivo, né in che modo sarebbe stato portato a segno il contagio. Insomma, più vago di così sarebbe impossibile.

La bufala del virus arrivato in Italia

“Allarme virus: si sta diffondendo anche in Italia”: così afferma il titolo di un articolo online già da un paio di giorni sul sito ReteNews24 ma che non cita alcuna fonte. Nonostante il titolo estremamente allarmistico, in realtà nel testo dell’articolo si parla d’altro, ossia dell’attivazione dei già citati protocolli di sicurezza negli aeroporti. Nessun dettaglio, invece, su questo fantomatico approdo di 2019-nCoV sul territorio Italiano. E nessuna altra fonte – né italiana né estera, come ha confermato anche Pagella politica – riporta la notizia di casi di contagio per il nostro Paese. Con tutta probabilità, dunque, il titolo sulla diffusione del virus in Italia è solo una sparata per raccogliere qualche visualizzazione in più.

Le diete miracolose che donano immunità

Insieme ai protocolli per contenere il contagio e all’attivazione di team di ricerca scientifica per studiare e contrastare l’effetto del coronavirus, è spuntato anche qualche furbetto che tenta di sfruttare l’onda di viralità della notizia per piazzare qualche prodotto commerciale. L’idea, infatti, è di promuovere integratori, diete e altri prodotti para-farmaceutici sostenendo (senza alcuna base scientifica) che questi possano proteggere le persone dal virus.

Un esempio, che forse è il primo ma certamente non l’unico, è l’ormai famoso stile di vita Life120 di Adriano Panzironi. Nelle discussioni sui social, infatti, si parla di come la “corretta alimentazione” e l’uso dei “giusti integratori, nei giusti dosaggi e nella giusta maniera”, possano farci essere “sufficientemente protetti”. Il che è come dire che in generale non serve mettere in pratica i consigli per evitare il contagio, che è superfluo rivolgersi ai medici e che non c’è bisogno di preoccuparsi, perché tanto è sufficiente togliere i carboidrati dalla dieta e assumere integratori a base di spezie.

Bisognerebbe farlo sapere all’Organizzazione mondiale della sanità, che invece ha convocato una riunione d’urgenza e probabilmente dichiarerà l’emergenza sanitaria globale.

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