Switch generico/originator, i pazienti iniziano la terapia con l’equivalente

Il risultato emergerebbe dallo Studio Equipe, realizzata in accordo con Assogenerici, dell’Istituto di ricerca Simg, utilizzando il database Health search (Hsd) e presentato al 36° Congresso Nazionale Simg

Qual è esattamente l’atteggiamento prescrittivo dei medici di medicina generale? E soprattutto, qual è la tendenza dello switching prescrittivo tra farmaco equivalente e brand e viceversa? A indagare su ciò è stato lo Studio Equipe, realizzato in accordo con Assogenerici, dell’Istituto di ricerca della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), utilizzando il database Health search (Hsd). L’indagine ha analizzato il profilo di prescrizione dei farmaci equivalenti in medicina generale relativamente ai contesti clinici di ipertensione arteriosa, malattie ischemiche cerebro/cardiovascolari e depressione. “Dallo studio emerge che sono i pazienti che iniziano per la prima volta il trattamento con uno dei farmaci equivalenti appartenenti ad una delle categorie terapeutiche analizzate”, ha spiegato Francesco Lapi, Direttore della ricerca di Health search. “Viceversa lo switch da brand a generico ha un ruolo marginale rispetto a quello dei primi trattamenti.

Il metodo di studio

Lo studio è stato presentato nell’ambito del 36° Congresso Nazionale Simg “Progetti e strumenti per la medicina generale del futuro”, in corso fino a sabato 30 novembre alla Fortezza da Basso a Firenze. Sono stati valutati i pattern di utilizzo (prevalenza e incidenza d’uso) dei farmaci equivalenti in medicina generale nel decennio 2008-2018 quantificando anche il grado di switching per quanto concerne l’ipertensione arteriosa, le malattie ischemiche cerebro/cardiovascolari e la depressione. L’analisi è stata realizzata sul database contenente le informazioni cliniche relative ad oltre un milione e mezzo di assistiti fornite da 800 medici di medicina generale.

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