Smart health: Big Tech fa affari con gli ospedali

Huawei ha da poco stretto un accordo con il San Raffaele di Milano per lo sviluppo di progetti legati alla sanità intelligente. Ma non è l’unico caso. In Italia, però, pesa l’incognita sulla gestione della rete veloce.

Il connubio tra aziende tecnologi­che e mondo della sanità è sempre più solido. Dopo aver fatto breccia nei mercati della prevenzione e in quello della diagnostica, ora colossi come Amazon, Apple, Google, Mi­crosoft, ma anche Alibaba e Huawei, puntano ad aggredire il comparto dell’assistenza sanitaria e della salute delle persone (il fenomeno lo ha de­scritto nel dettaglio Andrea Fortuna nel numero 171 di AboutPharma). È per questo motivo che, al di là di tut­to il segmento della digital health, nel mirino dei colossi tecnologici ci sono sempre più ospedali e strutture sanita­rie. L’obiettivo è fare business creando soluzioni altamente personalizzate per i pazienti, sfruttando le competenze e le esperienze maturate nel tempo nel campo della digital innovation.

L’accordo tra Huawei e Ospedale San Raffaele

È in quest’ottica che va letto il recente accordo tra il colosso cinese Huawei e l’ospedale San Raffaele di Milano. Lo scorso 23 settembre, in occa­sione della tappa meneghina dello smart city tour di Huawei (dal tito­lo “Smart city for intelligence life”) Thomas Miao, Ceo di Huawei Italia, ed Elena Bottinelli, amministratore delegato dell’ospedale San Raffaele,  hanno siglato un accordo (più preci­samente un memorandum of under­standing) per sviluppare progetti di smart healthcare, seguendo il model­lo di “ospedale diffuso” all’interno di una smart city.  In altre parole, in relazione all’accor­do, Huawei si impegna a mettere a disposizione le proprie competenze e la propria tecnologia per contribuire allo sviluppo di progetti di ricerca del centro per tecnologie avanzate per la salute e il benessere dell’ospedale mi­lanese, nell’ambito di un progetto finalizzato allo sviluppo di città sem­pre più smart e alla promozione di stili di vita più sani ed ecosostenibili.

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