Sanità: concorsi pilotati, Guido Fanelli e altri nove rinviati a giudizio per abuso d’ufficio

Scandalo sanità e concorsi universitari pilotati. Dieci persone, tra le quali Guido Fanelli, il luminare della terapia del dolore ed ex primario di Anestesia arrestato nell’ambito dell’inchiesta Pasimafi, accusato di una serie di reati tra cui corruzione da alcune aziende farmaceutiche, sono state rinviate a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio. Secondo l’accusa della Pm Paola Dal Monte infatti quattro concorsi sarebbero stati ‘truccati’ allo scopo di far ottenere gli incarichi a persone vicine all’entourage di Fanelli, considerato dagli inquirenti a capo di tutte le operazione illecite.

Il Gup Mattia Fiorentini ha accolto l’impianto accusatorio della Pm e ha deciso il rinvio a giudizio di dieci dei quindici imputati. Due dirigenti dell’Università, Gianluigi Michelini e Giorgietta Leporati, hanno scelto il rito abbreviato e sono stati condannati rispettivamente a nove e sei mesi, con pena sospesa e non menzione ma non l’interdizione dai pubblici uffici.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i concorsi erano creati ad hoc per alcuni candidati e inoltre le persone che avrebbero dovuto vincere, in alcuni casi, avrebbe avuto in anteprima le domande e avrebbero anche conosciuti gli esaminatori. Insieme a Guido Fanelli sono stati rinviati a giudizio Massimo Allegri, Raffaella Troglio, Maria Barbagallo, Pierfranco Salcuni, Maurizio Marchesini, Susanna Biondini, Fabiana Salici, Raffaella di Pasquale, Adriana Valente.


L’inchiesta Pasimafi

Pasimafi è un’inchiesta giudiziaria condotta tra il 2015 e il 2018 in Italia, incentrata sulle attività del professor Guido Fanelli, direttore della terapia del dolore presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, nonché luminare della materia. In questa inchiesta la Procura di Parma ha ipotizzato un sistema fraudolento che coinvolgeva ricerca scientifica, politica, case farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici; lo scandalo provocò, tra i suoi effetti di breve periodo, la rimodulazione delle procedure di contatto tra informatori farmaceutici e medici dell’Ospedale Maggiore di Parma.

Il termine venne coniato dagli stessi inquirenti a partire dal nome in uno yacht, «Pasimafi V» un’imbarcazione a disposizione della famiglia del principale indagato Guido Fanelli e frutto di proventi illeciti secondo l’accusa.

L’8 maggio 2017 vennero posti agli arresti domiciliari 19 persone tra dirigenti, medici e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione dei farmaci e dei dispositivi medici; altre 75 persone furono indagate oltre al coinvolgimento di 17 aziende e al sequestro preventivo di due società di comodo (Doctor Consulting e Crag Up) allestite per il riciclaggio del provento delle attività illecite e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti del reato di corruzione, per circa 500mila euro. Le accuse furono di associazione per delinquere aggravata, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, riciclaggio, truffa aggravata, abuso d’ufficio, peculato, comparaggio farmaceutico, trasferimento fraudolento di valori.

In data 8 maggio 2017 la Direzione dell’ospedale ha comunicato di aver avviato le procedure per sospendere i sanitari coinvolti (Guido Fanelli e Massimo Allegri) dall’attività assistenziale con conseguente sospensione dello stipendio.

Dopo aver recepito nel 2017 la normativa fissata con precedente delibera regionale, con l’obiettivo di limitare il contatto diretto tra informatori (non presenti nelle liste degli indagati) e singoli medici per la presentazione di farmaci o dispositivi, nel 2018 la Direzione dell’ospedale ha ritenuto di sostituire integralmente la precedente procedura approvando un nuovo regolamento.

Fonte: wikipedia.org

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