La spesa farmaceutica italiana ha raggiunto nel 2025 i 39,3 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Lo rivela il nuovo Rapporto OsMed 2025 pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che fotografa un sistema in cui quasi 7 italiani su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno.
La spesa pubblica si attesta a 28,4 miliardi di euro (+5,8%), pari al 72,2% del totale, mentre quella sostenuta direttamente dai cittadini sale a 10,7 miliardi (+7,5%), trainata dall’acquisto privato di farmaci di classe A (+16,2%). Tirzepatide è il farmaco di classe A più acquistato privatamente dagli italiani, con 225 milioni di euro, seguito da colecalciferolo, pantoprazolo e ibuprofene. La spesa per antidiabetici cresce complessivamente del 34,9%, spinta da semaglutide e tirzepatide, i cui consumi in fascia C sono aumentati dell’85,7%.
Sul fronte opposto, calano i consumi di antibiotici sul territorio (-7,9% in dosi), mentre cresce la politerapia tra gli anziani: il 67,7% degli over 65 assume almeno 5 farmaci contemporaneamente, e il 27,9% è esposto a politerapia grave (10 o più farmaci).
Il rapporto conferma inoltre il primato italiano in Europa nell’uso dei biosimilari (71,4% dei consumi), pur restando indietro rispetto ad altri Paesi nell’utilizzo dei farmaci equivalenti, soprattutto nelle Regioni del Sud, dove i cittadini pagano di tasca propria le cifre più alte per restare fedeli al farmaco di marca.
Per gli informatori scientifici del farmaco, i dati OsMed offrono una mappa aggiornata delle aree terapeutiche in movimento: la corsa dei farmaci per diabete e peso, la contrazione degli innovativi oncologici in scadenza di innovatività, e le persistenti differenze regionali nell’uso degli equivalenti restano leve dirette per orientare l’attività di informazione scientifica sul territorio.









