Radioterapia oncologica: in Italia il 29% dei macchinari ha più di 12 anni

Ecco i risultati del censimento dell’Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo), che segnala obsolescenza delle apparacchiature e differenze nella loro disponibilità da Nord a Sud

È ora di fare il tagliando al parco macchine per la radioterapia oncologica in Italia. Il 29% ha più di 12 anni e al Sud sono ancora poche. È quanto emerge da un censimento dell’Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo), presentato nel corso di una conferenza stampa online.

Le macchine obsolete

Nel nostro Paese, tra strutture pubbliche e private accreditate, sono presenti 430 macchine per radioterapia a fasci esterni, di cui 377 acceleratori lineari (Linac) e 53 unità di radioterapia in grado di eseguire trattamenti con tecnologie ad altissima complessità. A queste si sommano 36 apparecchiature per radioterapia intraoperatoria (Iort) e 69 per la brachiterapia ad alto e basso dosaggio. Su 430 macchine, il 29% ha più di 12 anni, percentuale che sale al 45% se si considerano quelle con almeno dieci anni di età.

Secondo Vittorio Donato, presidente di Airo, il parco macchine va rinnovato in tempi brevi per due motivi: da un lato, “un adeguato supporto tecnologico migliora i vantaggi per i pazienti e riduce i tempi di trattamento”, dall’altro “occorre sensibilizzare i decisori politici e i direttori generali delle aziende sanitarie a investire per una terapia altamente tecnologica e curativa oltre che assai poco costosa”.

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