Pubblicità dei medicinali: il report AIFA 2025 fotografa la svolta digitale ma segnala criticità sulla qualità

Il report AIFA sulla pubblicità dei medicinali relativo al 2025 delinea un settore in netta trasformazione verso il digitale, ma ancora esposto a significative criticità sulla qualità dei materiali promozionali.

Nel corso dell’anno sono state depositate 15.294 pratiche — circa 1.200 al mese — con un picco a ottobre (1.605) e un minimo ad agosto (369). I depositi hanno riguardato 1.983 medicinali distinti, per un totale di 5.853 confezioni, inclusi 67 farmaci omeopatici.

Sul fronte della concentrazione di mercato, le prime 20 aziende generano il 41% di tutti i materiali promozionali depositati; le prime 10 da sole coprono il 27%.

La svolta digitale è confermata dai numeri: il 60% dei materiali viaggia su canali digitali, contro il 40% ancora legato alla rete di informazione scientifica tradizionale. Tuttavia, il 22% delle pratiche ricade nella categoria residuale “altro”, rendendo difficile una classificazione precisa dei canali utilizzati.

Sul fronte della qualità, i dati sono preoccupanti. Il 28% delle pratiche presentava irregolarità: il 22,5% ha richiesto integrazioni, il 5,7% ha ricevuto un esito negativo. Ancora più critico il dato sui materiali campionati: l’80% è stato vietato alla diffusione per imprecisioni scientifiche, riferimenti obsoleti o prove incomplete. Tra le irregolarità più frequenti figurano l’assenza del codice di deposito, la classificazione errata del materiale, la mancanza del prezzo e l’omissione del link al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

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