Il Governo avrebbe deciso di accantonare, almeno per il momento, il progetto dell’Aifa per rivedere il Prontuario farmaceutico nazionale attraverso l’individuazione di gruppi terapeutici omogenei e la fissazione di prezzi di riferimento. La correzione di rotta, riferisce Quotidiano Sanità, sarebbe emersa da un incontro tra il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario Marcello Gemmato, il presidente dell’Aifa Robert Giovanni Nisticò e i vertici di Farmindustria.
A pesare sulla scelta sarebbe stato il rischio che una revisione generalizzata del Prontuario finisca per trasferire parte dei costi sui cittadini, chiamati a pagare la differenza di prezzo nel caso di farmaci prescritti più costosi rispetto al riferimento individuato per classe terapeutica. Hanno contribuito anche le forti perplessità delle aziende farmaceutiche, preoccupate per i possibili effetti sull’innovazione e sugli equilibri di mercato. La nuova strategia punta a una “pulizia” selettiva delle categorie più suscettibili di razionalizzazione, a partire dagli acidi grassi Omega-3, da cui si stimano risparmi tra 100 e 200 milioni di euro. In parallelo, Governo e Aifa intendono rafforzare la leva della rinegoziazione dei prezzi con le aziende sui farmaci già rimborsati.
Il progetto di revisione per classi terapeutiche era stato elaborato dall’Aifa con l’obiettivo di generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale, ma aveva già suscitato dubbi nello stesso ministro Schillaci nelle settimane precedenti l’incontro.
Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, la scelta di un approccio più graduale, basato su rinegoziazioni caso per caso piuttosto che su una riforma strutturale del Prontuario, riduce il rischio di impatti improvvisi sulla rimborsabilità dei farmaci promossi e mantiene maggiore stabilità nel dialogo con AIFA sui prezzi di riferimento.









