Pharma crime, AIFA: “Rete internazionale sempre più strutturata per fermare furti e farmaci contraffatti”

Furti, riciclaggio, contraffazione e vendite su canali illegali: il pharma crime è un fenomeno in continua evoluzione, seguito con attenzione da AIFA e dalle istituzioni internazionali. Lo racconta Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico di AIFA, in un’intervista pubblicata da NCF – Notiziario Chimico Farmaceutico.

Secondo Di Giorgio, i traffici illeciti seguono due tendenze: una stabile, legata a prodotti di domanda costante come gli steroidi, e una temporanea, che negli ultimi due anni ha riguardato soprattutto i farmaci antidiabetici iniettabili con effetto dimagrante, contraffatti e venduti online in tutta Europa. AIFA ha costruito negli anni una rete di collaborazione internazionale che condivide dati e strumenti con procure e forze di polizia: l’Operazione Vulcano, tra i risultati più rilevanti, ha portato all’arresto di circa 80 persone e allo smantellamento del ramo italiano di una centrale di furto e riciclaggio di medicinali. Oggi l’Agenzia lavora sulla piattaforma europea Medi-Theft, che raccoglie le informazioni sui furti a livello continentale per rendere un prodotto rubato in un Paese invendibile anche altrove.

Marco Dugato, docente di Fenomeni Criminali Complessi all’Università Cattolica di Milano, distingue diverse tipologie di reato: dalla contraffazione vera e propria alla “diversion”, cioè l’uscita di farmaci autentici dalla filiera legale per finire su mercati paralleli, spesso senza il rispetto della catena del freddo.

Il fenomeno è amplificato dalla diffusione di Internet e dei social media, che hanno moltiplicato i canali di vendita illegale e reso più complesse le indagini, complice anche lo spostamento delle trattative su piattaforme di messaggistica privata.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, conoscere le dinamiche del pharma crime è utile per riconoscere segnali di anomalie nella filiera sul territorio e per rispondere con cognizione di causa alle domande di farmacisti e medici su rischi di contraffazione e canali di vendita non controllati.

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