Osteoporosi severa, romosozumab approvato in Europa. Primo farmaco con duplice azione sulla massa ossea.

Si tratta della prima approvazione nell’Unione Europea di un farmaco per il trattamento dell’osteoporosi dal 2010. Farmaco di nuova generazione, con un duplice effetto: aumenta la formazione ossea e riduce la perdita di massa ossea.

La Commissione Europea (CE) ha approvato l’immissione in commercio di romosozumab per il trattamento dell’osteoporosi severa nelle donne in post-menopausa ad alto rischio di frattura. Romosozumab è un innovativo farmaco capace di un duplice effetto: aumenta la formazione ossea e, in misura minore, riduce il riassorbimento osseo (o perdita di massa ossea).

“La popolazione europea oggi vive più a lungo e ha sempre più aspettative nei confronti della propria vecchiaia. A causa dell’osteoporosi, oggi le fratture da fragilità colpiscono 1 donna over 50 su 3 ed è dimostrato che molte donne non ricevono una corretta diagnosi e un trattamento adeguato in seguito a una frattura. Queste fratture costituiscono un ostacolo a un invecchiamento in salute, intaccando potenzialmente l’indipendenza e la qualità di vita1”, afferma Pascale Richetta, Head of bone and executive vice president, UCB. “Grazie all’approvazione odierna di romosozumab possiamo offrire a pazienti e clinici una nuova soluzione terapeutica che può favorire un cambiamento positivo nella prevenzione delle fratture secondarie”.

L’approvazione arriva in seguito al parere positivo espresso dal Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP), ricevuta a ottobre 2019. I primi lanci di romosozumab nella European Economic Area (EEA) sono programmati per la prima metà del 2020.

A seguito del progressivo invecchiamento della popolazione, l’impatto delle fratture da fragilità sulla spesa sanitaria complessiva in Europa continuerà ad aumentare. Studi recenti attestano costi per 37 miliardi di euro a seguito dei 2,7 milioni di fratture da fragilità che avvengono nei soli EU6, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e UK.1 Questa spesa annua è prevista in aumento, fino a oltre 47 miliardi di euro entro il 2030.

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