Ospedale Sacco di Milano: Primario blocca le visite rifiutandosi di curare i pazienti con il farmaco meno costoso

Un medico, universitario di fama, che si rifiuta di curare i pazienti con il farmaco salvavista meno costoso e disdice 70 appuntamenti tra le proteste dei malati. Succede nei giorni scorsi all’ospedale Sacco, uno dei più importanti per la cura dei problemi agli occhi. Così scoppia in Lombardia il caso Avastin-Lucentis, al centro dal 2013 di uno scontro giudiziale.

La protesta degli oculisti

Tra gli oculisti, però, esplode la rivolta, con l’accusa a Regione Lombardia di compromettere le cure ai pazienti. In questo contesto, Giovanni Staurenghi, direttore della clinica oculistica dell’ospedale Luigi Sacco che dipende dall’Università Statale, fa disdire gli appuntamenti di 70 pazienti, richiamati poi in tutta fretta dopo l’intervento a gamba tesa dell’assessorato alla Sanità e sottoposti normalmente alle cure. Sulla delicata vicenda l’assessore alla Sanità Giulio Gallera è costretto a intervenire con una comunicazione nella giunta del 31 luglio (rimasta finora riservata) e per domani è in programma un incontro al Pirellone con gli oculisti. I vertici del Sacco, guidati da Alessandro Visconti, stanno valutando se ci sono gli estremi per un procedimento disciplinare contro il medico.

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