Malattie rare, un farmaco per la xantomatosi sotto la lente dell’Antitrust

L’Authority ha avviato un’istruttoria nei confronti di diverse società del gruppo Leadiant per verificare l’ipotesi di un abuso di posizione dominante sul mercato italiano della produzione e vendita di medicinali a base di acido chenodesossicolico

L’Antitrust vuole vederci più chiaro produzione e vendita di un farmaco per una malattia rara, la xantomatosi cerebrotendinea (una patologia da accumulo di lipidi causata da un difetto nella sintesi degli acidi biliari). È stata avviata infatti un’istruttoria nei confronti di diverse società del gruppo Leadiant (Essetifin S.p.A., Leadiant Biosciences S.p.A., Leadiant Biosciences Ltd., Leadiant GmbH e Sigma-Tau Arzneimittel GmbH). A darne notizia è una nota della stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). L’obiettivo dell’istruttoria è verificare l’ipotesi “di un abuso di posizione dominante sul mercato italiano della produzione e vendita dei farmaci a base di acido chenodesossicolico (CDCA)” per il trattamento della malattia rara.

Il motivo dell’istruttoria

Secondo quanto ipotizzato nel provvedimento di avvio dell’istruttoria – spiega l’Antitrust – “Leadiant avrebbe posto in essere un’unica e articolata strategia avente il fine di precludere l’accesso dei concorrenti al mercato della produzione di farmaci a base di CDCA e di imporre prezzi ingiustificatamente eccessivi per la vendita del proprio farmaco, contenente tale principio attivo”. In particolare, sembrerebbe che “il contratto di fornitura in esclusiva di CDCA stipulato da Leadiant con l’impresa chimica Prodotti Chimici ed Alimentari S.p.A., una delle principali produttrici di tale principio attivo, impedisca alle aziende ospedaliere che possono eventualmente richiedere alle proprie farmacie di allestire una produzione galenica di farmaci a base di CDCA, di ottenere la materia prima necessaria per la produzione dei farmaci per la cura della malattia rara”.

Secondo l’Antitrust, inoltre, “sembrerebbe che, una volta ottenuta l’autorizzazione all’immissione in commercio per l’Acido Chenodesossicolico Leadiant, Leadiant abbia posto in essere un comportamento dilatorio e ostruzionistico volto ad ottenere nella negoziazione con Aifa un prezzo di vendita molto alto per tale prodotto, nella consapevolezza che sul mercato non vi possono essere altri farmaci sostituibili”.

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