Lockdown: quali sono le misure davvero efficaci contro il contagio? Lo studio di Usher Institute

La situazione attuale e le discussioni in corso legate alla possibilità di lockdown mirati pongono di fronte alla necessità di capire quali sono gli ambienti in cui il rischio di contagio è effettivamente maggiore. A fornire qualche risposta ci pensa uno studio internazionale pubblicato da The Lancet Infectious Diseases.

Alcuni ricercatori dell’Usher Institute dell’Università di Edimburgo hanno infatti preso in analisi le misure anti-Covid adottate da 31 Paesi di tutto il mondo tra il 1 gennaio e il 20 giugno 2020. Incrociando il numero di riproduzione di base R0 e gli interventi attuati, i ricercatori hanno individuato le misure e conseguentemente i luoghi che più hanno inciso sui contagi.

Dai dati è emerso che la chiusura dei mezzi pubblici e il divieto di riunione per gruppi superiori alle 10 persone ha portato ad una riduzione di R del 6% in soli 7 giorni fino ad arrivare al 29% dopo 28 giorni. Anche la chiusura dei luoghi di lavoro ha inciso sulla riduzione complessiva di R del 38% nell’arco di un mese.

Per quanto riguarda le scuole, secondo lo studio la loro apertura potrebbe far aumentare la trasmissione del 24% in 28 giorni.

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