L’immunoterapia cambia tutto, e Big Pharma deve ripensare alla sua R&D

Intervista al premio Nobel per la medicina 2018 James Allison durante l’evento milanese “The Healthcare to come”.

Il senso dell’ironia non gli manca di certo. Un esempio? Vincere un premio Nobel per la medicina (nel 2018 col collega giapponese Tasuku Honjo) per i suoi studi sui checkpoint immunitari e suonare l’armonica in una band blues chiamata, per l’appunto, “Checkpoints”. L’aneddoto è solo indicativo di come la vita di James P. Allison sia stata segnata dalle ricerche nel campo del sistema immunitario. Con il suo team all’Università di Berkeley in California, negli anni ’90, ha individuato il ruolo rivestito dalla proteina CTLA-4 nel bloccare la risposta immunitaria dei linfociti T contro autoantigeni e ha poi sviluppato un anticorpo anti-CTLA-4 che determina l’attivazione delle cellule T, in grado di fornire una adeguata risposta antitumorale.

Allison è stato ospite d’onore all’evento “The Healthcare to come” organizzato a Milano dalla Fondazione Umberto Veronesi e dalla Fondazione Silvio Tronchetti Provera, con la media partnership di AboutPharma. Che l’ha intervistato.

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