L’emergenza sanitaria rilancia l’allarme sui farmaci contraffatti

Uno studio Ocse-Euipo, realizzato prima di Covid-19, fotografa gli scambi commerciali illeciti a livello globale, che sempre più spesso si affidano a piccole spedizioni postali. Con la pandemia si moltiplicano gli allarmi.

Ricordate quando l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato ufficialmente la pandemia da Covid-19? Era metà marzo di quest’anno e nella stessa settimana l’Interpol (con l’operazione Pangea XIII) arrestava in tutto il mondo 120 persone, accusate di trafficare illegalmente farmaci e altri prodotti sanitari per un valore di 14 milioni di dollari. È solo la punta di un iceberg di grandi dimensioni, sintomo di un fenomeno non certo inedito: la contraffazione dei medicinali è sull’agenda delle autorità da molto tempo, ma adesso torna alla ribalta “grazie” a Covid-19. Le istituzioni sanitarie e non, in Italia e nel mondo, hanno lanciato in queste settimane diversi allarmi: dall’Oms all’Organizzazione mondiale delle dogane, dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) al “nostro” Istituto superiore di sanità (Iss). Fra le voci autorevoli, si sono levate anche quelle dell’Ocse, l’Organizzazione europea per la cooperazione e lo sviluppo economico, e dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo), che di recente hanno pubblicato una relazione congiunta sul traffico illegale di farmaci contraffatti a livello globale.

Il monito

“La vendita di prodotti farmaceutici contraffatti è un crimine spregevole e la scoperta di false forniture mediche legate a Covid-19, proprio mentre il mondo si unisce per combattere questa pandemia, rende questa sfida globale ancora più acuta e urgente”, avverte Angel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse. “Speriamo – aggiunge – che le prove che abbiamo raccolto sul valore, la portata e le tendenze di questo commercio illecito possano aiutare a trovare soluzioni rapide per combattere questo flagello”. La relazione congiunta Ocse-Euipo, pubblicata nelle scorse settimane, in realtà è stata chiusa prima dell’emergenza. Ma le due organizzazioni rilanciano il loro lavoro di analisi con una nota di aggiornamento che riguarda la pandemia. “I recenti sequestri – scrivono Ocse ed Euipo – sottolineano la necessità di affrontare un crescente commercio internazionale di prodotti farmaceutici contraffatti che costa miliardi di euro all’anno e mette a rischio la vita”.

Il report Ocse-Euipo

Secondo il report Ocse-Euipo il mercato mondiale dei farmaci contraffatti vale almeno 4,4 miliardi di dollari. Il dato si riferisce al 2016, ma è sottostimato (e non di poco): tiene conto infatti degli scambi internazionali illeciti, ma non dei medicinali contraffatti prodotti e consumati entro in confini nazionali né di tutti i prodotti rubati, transitati e poi ricollocati in altri Paesi.

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