La volatilità dei mercati si prospetta alta per il 2020 anche in campo farmaceutico, secondo gli analisti Amy Brown ed Edwin Elmhirst che hanno firmato il rapporto, con una maggiore riluttanza ad investire in grandi operazioni societarie. Una dinamica che potrebbe risentire di eventi esterni al settore del farmaco, ma che si potrebbero ripercuotere anche su di esso in quanto tradizionalmente considerato un business ad alto rischio.

Gli oncologici dominano il mercato

L’avvento delle terapie avanzate di ultima generazione ha fatto sì che ben quattro degli otto principali prodotti attesi avere per il 2020 un fatturato maggiore di 1 miliardo rispetto al 2019 di dollari siano nell’area oncologica. Tra questi spicca l’anticorpo anti-PD(L)1 Keytruda di Merck, che gli analisti stimano poter raggiungere un valore di mercato di 13,9 mld $ (+3,29 mld $ vs 2019). Un dato, quella della predominanza dell’area terapeutica dell’oncologia, che secondo il rapporto di Evaluate potrebbe anche essere motivo di preoccupazione per l’intero settore biopharma, in quanto eccessivamente attrattivo sia rispetto alle vendite che agli investimenti. Una dinamica che è anche supportata dai prezzi elevati che caratterizzano questa categoria di prodotti innovativi.

La crescita totale del mercato dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 miliardi di dollari, ed essere spinta tra gli altri (oltre che dagli anticorpi anti-PD(L)1) anche da prodotti che contrastano l’interleuchina (tra cui il long selling Revlimid), gli agonisti dei recettori GLP e gli anti-coagulanti orali. In frenata dovrebbero invece risultare i medicinali contro l’epilessia, e l’epatite C, i trattamenti anti-Vegf e quelli contro il tumor necrosis factor (si veda il grafico seguente per maggiori dettagli).

L’indagine di Evaluate ha indicato una scarsa attrattività del settore dei vaccini, che rimane saldamente appannaggio di tre solo aziende (Gsk, Merck e Sanofi). Tra le malattie rare, in  crescita è il settore della fibrosi cistica, al momento monopolio di Vertex Pharmaceuticals col suo prodotto Trikafta, e quello dell’atrofia muscolare spinale in pazienti pediatrici, che ha visto il lancio della terapia genica Zolgensma da parte di Novartis al costo di 2 milioni di dollari per trattamento.

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