La timida via italiana alla promessa anticancro Car-T

Una nuova generazione di “farmaci viventi” sta cambiando il panorama dell’oncologia. Ma i costi sono altissimi e la produzione, per ora, è tutta all’estero. L’Italia in cerca di strategie

Questa storia inizia da una sigla: Car-T, “Chimeric antigen receptor T cells”, nome in codice di una terapia anticancro capace di programmare il nostro sistema immunitario a riconoscere i tumori e ucciderli. Arabo, per la stragrande maggioranza della popolazione. Ultima speranza, per molti malati di tumore che seguono gli sviluppi di questa nuova terapia cellulare per ora approvata solo per alcuni tumori del sangue. E ancora: terreno di ricerche febbrili per gli scienziati; frontiera d’investimento per le case farmaceutiche; cruccio e sfida senza precedenti per i Sistemi sanitari del mondo occidentale, alle prese con una nuova generazione di farmaci in grado – in prospettiva – di guarire malattie considerate incurabili, ma a prezzi insostenibili per i conti pubblici. Car-T è tutto questo e molto altro ancora, perché dirompente è ciò che sta dimostrando di saper fare per un numero sempre maggiore di neoplasie: tramutare le nostre cellule immunitarie, i linfociti T, in killer seriali del tumore.

Da pochissimo tempo la terapia – sviluppata negli Usa e brevettata sotto forma di due farmaci dai giganti Novartis e Gilead – è stata approvata anche in Italia, con il via libera da parte dell’Aifa alla rimborsabilità di Kymriah, farmaco prodotto dalla Novartis. Una buona notizia per i pazienti italiani che fino a poco tempo fa avevano come unica speranza l’accesso a sperimentazioni cliniche, l’uso compassionevole o costosissimi viaggi all’estero. Ma la disponibilità di questo farmaco in Italia è solo la punta dell’iceberg, l’inizio di una storia – in buona parte ancora da scrivere – da cui dipenderanno molte cose: l’approccio del nostro Paese alle terapie avanzate, il ruolo della sanità pubblica e dei privati, gli investimenti nella ricerca e – soprattutto – la vita di migliaia di persone.

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