La prescrizione telefonica di un farmaco può costituire reato

La prescrizione di un farmaco per via telefonica costituisce in alcuni casi un reato per il medico. Si tratta infatti di falso ideologico, sia che si tratti di ricetta rossa sia che si tratti di ricetta bianca, a carico del paziente.

Secondo la Cassazione infatti, sebbene i due documenti abbiano valenza differente, sono entrambi delle certificazioni veri e proprie. È dunque sempre necessaria una ricognizione delle condizioni del paziente per verificare l’effettiva necessità della prescrizione. Secondo la Corte, non è dunque da considerarsi attività ricognitiva l’assistenza telefonica ad un paziente non visitato. Tale procedura è respinta sia in fase di rilascio che di rinnovo di una ricetta.

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