L’Italia punta sempre più sulle biotecnologie, con una visione orientata al futuro e alla medicina personalizzata. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha dichiarato che, in futuro, il 50% dei nuovi farmaci sarà biotech, con esempi come i vaccini e gli anticorpi monoclonali. Questa affermazione è stata fatta in occasione della presentazione dei risultati del Tavolo di lavoro per l’internazionalizzazione delle industrie biotech alla Farnesina, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). L’evento ha messo in luce l’importanza delle biotecnologie per lo sviluppo di nuove terapie, in particolare per le malattie rare.
Durante il suo intervento, Schillaci ha sottolineato come le biotecnologie possano rivoluzionare la medicina attraverso una maggiore capacità di personalizzare le cure, identificando sottoclassi di pazienti e marcatori biologici. Questo approccio consente di mirare i trattamenti in modo più preciso e di migliorare la capacità diagnostica e prognostica. Il ministro ha anche ricordato l’importanza dell’intelligenza artificiale e dell’approccio One Health, elementi fondamentali per i sistemi sanitari moderni, che sono stati al centro del G7 Salute ad Ancona.
Secondo Pierluigi Paracchi, moderatore del Tavolo di lavoro, la pandemia ha evidenziato l’importanza strategica delle biotecnologie a livello globale. Paracchi ha ribadito che l’Italia deve valorizzare il proprio patrimonio scientifico per assicurare che le innovazioni biotech trovino applicazione concreta e veloce, mantenendole come asset nazionali. L’internazionalizzazione del settore e la collaborazione con partner esteri sono cruciali per garantire una crescita competitiva e per attrarre investimenti.
L’Ocse prevede che, entro il 2030, l’80% dei prodotti farmaceutici sarà basato sulle biotecnologie. Per sostenere questo sviluppo, è necessario integrare i dati di ricerca, migliorare il trasferimento tecnologico e promuovere la formazione. Schillaci ha concluso evidenziando l’importanza del Tavolo di lavoro per la promozione del settore biotech italiano, un elemento strategico per il ministero della Salute e per la crescita dell’intero ecosistema biotech nel Paese.









