Il profilo dell’Informatore Scientifico del Farmaco è chiaro e non è né venditore né ibrido

Lettera inviata dal Presidente Nazionale Fedaiisf, Antonio Mazzarella, a Quotidiano Sanità per segnalare alcune osservazioni in risposta all’articolo: L’informatore Scientifico del Farmaco: evoluzione della specie.

Gentile Direttore,
indubbiamente una documentata e dotta disamina legale del ruolo degli ISF quella effettuata dagli avvocati Lorenzo Maratea Maurizio Campagna nell’articolo sull’evoluzione della specie degli ISF, ma come spesso accade in chi vuole dimostrare una propria tesi si portano a sostegno argomenti che dimostrano la giustezza della tesi stessa e si “dimenticano” di citare documenti contrari. La tesi da dimostrare è che l’ISF è già di per sé una figura “paradossale”: un po’ informatore come vuole la legge e un po’ venditore come vuole la prassi.

Del citato art. 122 del D.Lgs. 219/06 non viene menzionato il comma 6 che dice testualmente: “Gli informatori scientifici devono riferire al servizio scientifico di cui all’articolo 126, dal quale essi dipendono, ed al responsabile del servizio di farmacovigilanza” e a sua volta l’art. 126 comma 2.b specifica che il servizio scientifico deve verificare che “gli informatori scientifici alle proprie dipendenze sono in possesso di una formazione adeguata…” e al comma 1 dice che “Il Servizio scientifico deve essere indipendente dal Servizio marketing dell’impresa farmaceutica”. Da rimarcare l’importante funzione di farmacovigilanza, di solito dimenticata quando si parla di ISF.

Ma se l’ISF deve dipendere da un Servizio Scientifico, indipendente dal marketing, e riferire al responsabile della farmacovigilanza, come può essere autonomo?

[continua…]

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