Il caso curcuma ha sollevato i dubbi sui controlli nella filiera e la normativa vigente

Gli integratori sono sicuri? In queste settimane sono in tanti a domandarselo dopo i ventuno casi di epatite colestatica acuta registrati in Italia, riconducibili a un uso prolungato di prodotti a base di curcuma. In attesa che le autorità sanitarie rintraccino o meno il nesso di causalità, affiora il dubbio che i controlli lungo la filiera non siano perfetti. Anche perché la curcuma rientra in una zona grigia dell’universo degli integratori ancora poco normata e armonizzata: i ”botanical”, ossia le sostanze a base vegetale comuni a molti prodotti. Dato che gli integratori rispondono alla normativa alimentare (Direttiva europea 46/2002) la competenza regolatoria spetta all’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) la quale ammette che circa la sicurezza dei preparati vegetali esiste più di una falla.

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