I nuovi comportamenti degli italiani e la risposta delle aziende durante l’emergenza Covid-19

Il diffondersi dell’emergenza sanitaria legata al covid-19 e le misure di contenimento messe in campo dalle istituzioni che hanno portato al lockdown dello scorso 9 marzo, hanno avuto un impatto inevitabile sui comportamenti e sulle abitudini di consumo e di fruizione dei media degli italiani. Molte realtà di ricerca e consulenza stanno monitorando questi cambiamenti che vanno dalla ricerca e fruizione delle informazioni, alle opinioni della popolazione verso società, istituzioni e brand, agli stili di vita, ai comportamenti di acquisto, e in assenza di una chiara comprensione di come evolveranno gli eventi, hanno iniziato a tracciare gli scenari che i marketer dovranno affrontare al termine dell’emergenza.

Rispetto ai consumi, il tracking settimanale condotto da Gfk[1] a partire dalla prima settimana di lockdown, ha rilevato inizialmente un crescente livello di preoccupazione generale e contestualmente una concentrazione degli acquisti sia verso i beni di prima necessità, come pane, latte, farina, zucchero, sia verso prodotti per l’igiene personale, disinfettanti, acqua, surgelati e libri, tornati ad essere un bene necessario per un sempre maggior numero di persone.

Nel carrello della spesa degli italiani ci sono sempre più guanti (+300% rispetto alla stessa settimana del 2019), farina (+185,3%) e salviettine umidificate (196%) termometri (+115,9%) e sapone (+100,3%) e sempre meno profumi (-61,9%), cosmetici (-60%) e rasoi (-6,7%)[2].

Inoltre, secondo quanto rilevato dal Consumer Panel GfK, oltre alle tipologie di prodotto, queste settimane vedono continui cambiamenti anche nelle strategie di acquisto: rispetto ad una prima fase dell’emergenza caratterizzata da acquisti “compulsivi” ma poco organizzati, oggi gli acquisti risultano più attenti, con aumento del 26% dell’importo medio speso, un annullamento delle differenze tra giorni infrasettimanali e sabato per gli acquisti ed una crescente penetrazione del canale online (+16%).

Oltre ai generi alimentari, tra gli acquisti che hanno subito un’impennata nelle ultime settimane, ci sono, i prodotti healthcare come rilevano i dati di Nielsen sui canali del Largo consumo[3].

I fenomeni principali che hanno determinato questi picchi di vendite nelle prime settimane di lockdown sono stati da un lato l’effetto stock per i prodotti alimentari, e dall’altro il cosiddetto effetto “prevenzione” per i prodotti healthcare, che ha portato un aumento del 112% per le categorie personal care – parafarmaco, del 15% per i prodotti di igiene personale e del 17,1% per vitaminici e integratori alimentari.

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