Healthcare post Covid, Bcg stima +45mila posti di lavoro grazie a innovazione e digitale

Un’analisi di Boston consulting group propone tre strade per ripartire dopo la pandemia: riforma del modello di sanità; attuazione di politiche industriali; innovazione nel life science. Così cresceranno gli occupati nel settore

Dopo l’epidemia da Covid-19, l’healthcare deve puntare con convinzione sull’innovazione e porre solide basi al futuro del settore. La pandemia insieme alla crisi economica che ne è derivata impongono una riflessione su tutto il settore. Sia dal punto di vista della riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, sia per quanto riguarda la capacità di creare valore degli attori del life science nel nostro Paese. Sul tema Boston Consulting group avanza analisi e proposte. Il modello proposto si basa su tre pilastri: riforma del modello di sanità; attuazione di politiche industriali e di innovazione nel life science; strategie per la creazione di valore da parte delle aziende italiane. Così aumenteranno anche i posti di lavoro nel settore.

Il servizio sanitario nazionale

Il primo ambito su cui intervenire riguarda il Servizio sanitario nazionale e la sua sostenibilità. Pur essendo sottoposto a crescenti pressioni che ne minacciano, appunto, la sostenibilità il Servizio sanitario nazionale italiano è considerato uno tra i migliori al mondo, quanto a universalismo delle cure, esiti di salute e costo/efficacia.

In questo contesto, Bcg suggerisce quattro azioni principali:

  1. Avvicinare i servizi ai pazienti, assecondando la naturale transizione alla prossimità e ripristinando il ruolo della medicina territoriale (la sospensione dell’attività elettiva e la riduzione delle attività di prevenzione, pari a circa 4-6 Mld di Euro per ogni mese di chiusura, si sono riflesse in un aumento sostanziale delle liste di attesa, con conseguenze importanti date dal ritardo diagnostico)
  2.  Porre l’attenzione sul valore e sull’equità distributiva, a partire dal miglioramento sistematico degli esiti di salute e dal ripristino dell’omogeneità di accesso ai servizi in tutte le geografie
  3. Fare leva sulle capacità e sulla disponibilità di investimento del settore privato, portandolo ad avere un reale ruolo integrativo e non duplicativ
  4. Promuovere la digitalizzazione dei processi clinici e organizzativi, come fattore abilitante.

Inoltre, secondo BCG se le regioni con performance sanitarie peggiori raggiungessero anche solo il valore medio italiano potrebbero essere salvate ogni anno non meno di 25mila persone, con una riduzione di quasi il 5% del totale dei decessi.

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Rapporto Istat-Iss. Il COVID-19 è nove volte su 10 la causa di decesso.

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