Federfarma: nessun conflitto d’interesse nella promozione dei farmaci generici

Dire che i farmacisti non promuovano i farmaci generici per un “conflitto di interessi”, in quanto il loro prezzo più basso significherebbe un guadagno più basso è «offensivo, oltre che falso: sui generici la legge prevede per la farmacia una remunerazione più alta, che nella maggioranza dei casi rende più conveniente per il farmacista dispensare la confezione equivalente rispetto a quella del corrispondente farmaco di marca. Quindi il farmacista non ha alcun interesse ad ostacolare l’utilizzo dei generici». Con questa motivazione Marco Cossolo, presidente di Federfarma, respinge le accuse al mittente, vale a dire il Blog Italia Idee che ieri ha pubblicato l’articolo “Il paradosso tutto italiano dei farmaci equivalenti”, in cui, in un’analisi della scarsa cultura del generico in Italia, chiama in causa i farmacisti, attribuendo loro, tra le altre cose, un “conflitto d’interessi: perché minor prezzo significa minor percentuale di guadagno”.

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