Farmindustria: ecco l’impegno sociale delle aziende contro l’emergenza Covid-19

L’associazione fa il punto sulle azioni promosse dalle imprese del settore: ceduti farmaci per oltre 6,3 milioni di euro e donati (in denaro o beni) 18,2 milioni. Numeri a cui si sommano altre iniziative: dalla riconversione delle linee produttive al welfare per i dipendenti

Farmaci gratuiti, donazioni, riconversioni di linee produttive, più welfare per i dipendenti. L’industria del farmaco sceglie la strada della responsabilità sociale – oltre che quella dell’impegno in ricerca, sviluppo e produzione – rispondere all’emergenza Covid-19. Finora le aziende associate a Farmindustria hanno donato alle strutture sanitarie farmaci per oltre 6,3 milioni di euro, ai quali si sommano quelli forniti gratuitamente al Ssn in uso compassionevole e per gli studi clinici necessari a trovare nel breve periodo terapie efficaci. Altri 18,2 milioni di euro sono stati messi in campo attraverso donazioni di risorse o beni, fra cui  respiratori, dispositivi di protezione individuale, mascherine, guanti, tute da isolamento, schermi protettivi, gel disinfettante, devoluti alle strutture sanitarie, in particolare quelle lombarde.

Le altre iniziative

Le donazioni in denaro o beni e la cessione di farmaci non rappresentano l’unico fronte d’impegno. Diverse aziende, sottolinea una nota di Farmindustria, hanno riconvertito in tempi record linee per la produzione di propri farmaci per garantire prodotti per la disinfezione e tutte stanno lavorando al massimo della loro capacità per assicurare i farmaci a chi ne ha bisogno, con modifiche organizzative per assicurare le maggiori condizioni di sicurezza ai dipendenti.

Numerose imprese hanno attivato iniziative come la consegna domiciliare di farmaci, il welfare per i dipendenti, in particolare per agevolarli nella gestione dell’emergenza con assicurazioni integrative, consulenze e corsi di formazione fino al supporto psicologico e pedagogico esteso anche ai familiari, oppure iniziative di volontariato insieme ai collaboratori. Tutte hanno adottato il più possibile lo smart working, in sinergia con le organizzazioni sindacali.

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