Farmaci sfusi e deblistering tra limiti e opportunità

In Europa, compresa la Svizzera, c’è una carenza di alcuni farmaci, tra cui antibiotici e antidolorifici oppiacei.

Per far fronte alla situazione, l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico (Ufae) svizzero ha raccomandato di vendere questi farmaci sfusi in farmacia e di conservare gli “avanzi”, che vanno riconfezionati.

Questa pratica è remunerata al farmacista con una cifra di 5 franchi, considerata da alcuni troppo bassa. Le decisioni sulla dose e sulla quantità della terapia spettano ai medici, e i farmaci devono essere dispensati nella confezione originale più piccola disponibile per la terapia specifica.

La vendita sfusa non è possibile per i fluidi, le pastiglie effervescenti e le compresse in contenitori multidose. Le confezioni “blister” devono essere consegnate intere, e il paziente deve ricevere il foglietto illustrativo.

In questo modo, si cerca di gestire gli “avanzi” della confezione e razionare i farmaci per garantire che tutti i pazienti possano essere trattati correttamente, anche durante la carenza di approvvigionamento.

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