L’Europa mantiene le regole sulla pubblicità dei farmaci

La Commissione Europea ha adottato una recente proposta di riforma della Direttiva quadro sui medicinali 2001/83/CE, ma se essa venisse confermata nel testo attuale, non ci sarebbero cambiamenti per quanto riguarda i limiti legali della pubblicità dei medicinali ai professionisti sanitari e al pubblico.

La proposta non modifica gli articoli già previsti dalla Direttiva in vigore. La comunicazione delle aziende farmaceutiche verso medici e pazienti rappresenta un tema cruciale, soprattutto perché l’utilizzo dei canali digitali impone alle aziende di adottare ulteriori cautele.

Il tema della comunicazione in ambito farmaceutico è stato recentemente affrontato dalla Joint Note for Guidance on social medica and digital channels, pubblicata dall’International Federation of Pharmaceutical Manufacturers & Associations e dall’European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations.

Questa nota declina i principi per l’utilizzo dei canali digitali da parte delle aziende già previsti dall’Allegato numero 2 del Codice Efpia. Le aziende che intraprendono campagne di comunicazione sui canali digitali devono tenere conto della distinzione fra attività di informazione e pubblicità.

La pubblicità di medicinali è sottoposta alla regolamentazione del Codice del farmaco, che ne vieta in taluni casi e impone regole e procedure ad hoc in altri. La proposta della Commissione Europea non modifica gli articoli già previsti dalla Direttiva in vigore, e bisognerà attendere il testo definitivo per verificare la presenza di eventuali novità e lo spazio lasciato agli Stati membri per dar loro attuazione.

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