Vaccini, l’Ema aggiorna le risposte alle false informazioni: “Nessun legame con l’autismo”

L’European Medicines Agency (EMA) ha aggiornato la propria pagina dedicata a dubbi, domande e false informazioni sui vaccini, raccogliendo in un unico spazio le principali evidenze scientifiche disponibili. L’aggiornamento più recente, datato 12 agosto 2026, introduce nuove risposte sui calendari vaccinali dell’infanzia e aggiorna i riferimenti allo studio di coorte utilizzato per la questione del rapporto tra vaccinazione e autismo.

Sul tema dell’autismo, l’EMA ricorda che la convinzione di un possibile legame con il vaccino MMR nasce da uno studio del 1998, poi ritirato dalla rivista dopo l’emersione di dati falsificati. Da allora, oltre due decenni di studi – analisi ecologiche in Regno Unito, Stati Uniti, Giappone e Canada, studi caso-controllo in diversi Paesi e un ampio studio di coorte nazionale danese su oltre 650mila bambini nati tra il 1999 e il 2010 – non hanno rilevato alcuna associazione tra vaccinazione e autismo. L’Agenzia affronta anche il tema del tiomersale, conservante a base di mercurio ormai quasi scomparso dai vaccini autorizzati centralmente nell’Ue, e quello dell’alluminio come adiuvante, per cui uno studio di coorte del 2025 non ha evidenziato associazioni con malattie croniche dell’infanzia. Sul vaccino combinato MMR, l’EMA chiarisce che non esistono vantaggi nel somministrare separatamente i tre componenti: al contrario, un calendario più frammentato prolunga il periodo di suscettibilità del bambino alle infezioni.

L’aggiornamento si inserisce nel monitoraggio continuo della sicurezza dei vaccini autorizzati nello Spazio economico europeo, condotto attraverso il sistema europeo di farmacovigilanza, che raccoglie dati da studi clinici, letteratura scientifica, studi post-autorizzativi e segnalazioni di sospette reazioni avverse.

Per gli informatori scientifici, la pagina aggiornata dall’EMA rappresenta uno strumento di riferimento utile nel dialogo quotidiano con medici e farmacisti su un tema, quello dell’esitazione vaccinale, che continua a generare dubbi tra i cittadini. Poter richiamare evidenze scientifiche aggiornate e autorevoli aiuta gli ISF a supportare i professionisti sanitari nella comunicazione con i pazienti, contrastando la disinformazione con dati consolidati.

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