Diversity & Inclusion nel settore farmaceutico

La diversità sta ormai diventando una necessità, all’interno di qualsiasi azienda, indipendentemente dal settore. Tralasciando le motivazioni etiche, anche gli effetti sul business appaiono chiari, come evidenziato da McKinsey nel suo ultimo studio sulla Diversity & Inclusion: “maggiore è la rappresentazione, maggiore è la probabilità di sovra performance“. In parole povere, più un’azienda è diversificata, maggiori sono le possibilità di un successo duraturo.

Il settore farmaceutico non fa ovviamente eccezione. Un recente articolo di PharmaTimes ha sottolineato come “in tutto il settore pharma e in quello dell’assistenza sanitaria, differenze e parità possano offrire opportunità reali verso un cambiamento tangibile”.

L’articolo prosegue specificando che “avere una rappresentanza di gruppi alternativi e sezioni trasversali all’interno della società, apre a un quadro di riferimento unico per lo sviluppo di farmaci“. Perché sforzarsi di mettersi nei panni di qualcun altro, quando potresti imparare direttamente dalla persona che veste quei panni?  Questo bagaglio di conoscenza all’interno dei contesti aziendali ha acquisito ulteriormente valore durante la pandemia COVID-19, poiché le sfumature legate ai fattori socioeconomici, geografici, di occupazione ed etnia sono state ripetutamente evidenziate “.

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