Covid, medici famiglia: ‘corsa ad antinfiammatori? Professionisti vigilino’

Con l’aumento dei casi Covid, che cresca la richiesta, e il possibile ‘accaparramento’, di farmaci utilizzati con efficacia contro i sintomi dell’infezione, come gli antinfiammatori, è un fenomeno comprensibile. In pandemia, anche per altri medicinali abbiamo assistito a fenomeni simili, anche non giustificati dall’efficacia“.

A dirlo all’Adnkronos Salute è Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), in merito alla segnalazione di una carenza di alcuni farmaci a base di ibuprofene, legata a un maggiore consumo di questi prodotti. “Personalmente non ho avuto riscontri di carenza, ma gli elementi perché si verifichi ci sono“, sottolinea Scotti.

Anche perché, evidenzia, “in questa fase l’epidemia tende a riguardare persone più giovani e farmaci come l’ibuprofene possono essere utilizzati anche in età giovanissime“.

Per quanto riguarda l’accaparramento, invece, “il problema è più complesso. Si tratta di farmaci che, in dosi terapeutiche, vanno prescritti e distribuiti con ricetta. Ma anche nelle formulazioni che non prevedono prescrizione, in generale, come tutti i farmaci, soprattutto in patologie complesse come il Covid, dovrebbero essere consigliati dal medico curante – precisa Scotti – Quindi il mio appello a medici e farmacisti è di vigilare perché i pazienti siano sempre informati sulla gestione corretta del farmaco“.

Forniture farmaci a rischio per il caro energia-carburante
Haleon, spinoff consumer GSK: lancio con un debito da 10,3 miliardi di sterline

Flash news simili

Editoriali

L’esperto risponde