Coronavirus. Bloccare l’ondata epidemica. Ecco a che cosa servono le misure di distanziamento sociale. Lo spiega l’Iss

Dall’isolamento, all’individuazione e alla sorveglianza dei contatti, fino alla quarantena, alla chiusura di scuole e luoghi di lavoro o all’adozione di lezioni scolastiche, universitarie e lavoro a distanza. L’obiettivo è ridurre la velocità di diffusione del virus, spostando in avanti nel tempo il picco epidemico e ‘spalmando’ i casi su un arco temporale più lungo. Questo porterà benefici riducendo la pressione sul sistema sanitario

Isolamento dei pazienti, individuazione e sorveglianza dei contatti, quarantena per le persone esposte, chiusura delle scuole e dei luoghi di lavoro o adozione di metodi per lezioni scolastiche/universitarie e lavoro a distanza. E anche limitazioni nell’assembramento di persone, come le manifestazioni sportive, fino ad arrivare alla restrizione dei viaggi internazionali.

Sono queste le “misure di distanziamento sociale” intraprese per diminuire il contagio da coronavirus che vanno ad aggiungersi ad altri provvedimenti come la promozione di una maggiore igiene delle mani o l’utilizzo di mascherine.

A spiegare il perché della necessità di adottare queste misure è l’Istituto superiore di sanità. “L’obiettivo del distanziamento sociale – sottolinea l’Iss – soprattutto in una situazione come quella attuale in cui non ci sono interventi farmacologici attuabili, è ridurre la velocità di diffusione del virus, spostando in avanti nel tempo il picco epidemico e riducendone l’altezza, di fatto ‘spalmando’ i casi su un arco temporale più lungo. Questo porterà benefici riducendo la pressione sul sistema sanitario, che nel caso del Sars-Cov-2 era già stressato dall’impennata dei casi di influenza tipica di questo periodo”.

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