Coronavirus, Assogenerici: “Fornitura di medicinali non è a rischio interruzione”

Secondo i dati dell’Associazione europea dei produttori di generici e biosimilari, lo stock di principi attivi attuale copre in media tre mesi di produzione. Tuttavia, serve ancora tempo per avere un quadro chiaro della produzione cinese e valutare i rischi futuri, ha commentato Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici

Il nuovo coronavirus Sars-Cov-2 non causerà un’interruzione improvvisa della fornitura di medicinali sul mercato nazionale. A comunicarlo è Assogenerici che, tramite una nota, assicura che lo stock di principi attivi attuale copre in media tre mesi di produzione.

Tuttavia, secondo Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici, “Servirà ancora qualche giorno per avere un quadro chiaro della situazione produttiva in Cina, e valutare appieno i potenziali rischi futuri, al di là delle già emerse difficoltà nel trasporto delle merci”. Si sintetizza così il quadro delle criticità per il comparto produttivo farmaceutico in coincidenza con l’epidemia del virus che sta sconvolgendo il gigante asiatico.

Cina fornitore globale

Come è noto la Cina è di gran lunga il principale fornitore mondiale di intermedi di sintesi per la produzione di principi attivi destinati all’industria farmaceutica, soprattutto per alcuni medicinali essenziali come antidolorifici o antibiotici. Quindi un blocco della produzione potrebbe avere un impatto sulla produzione globale. Le provincie di Hubei e Zhejian ospitano oltre 100 impianti produttivi.

Impatti futuri

«Dai dati diffusi anche dall’Associazione europea dei produttori di generici e biosimilari – afferma ancora il presidente Assogenerici – lo stock di principi attivi attuale copre in media tre mesi di richiesta produttiva per il prodotto finito ed è probabile che esistano scorte aggiuntive accumulate in previsione del tradizionale stop produttivo coincidente con la celebrazione del capodanno lunare vista della celebrazione del capodanno cinese. Se l’attuale situazione, soprattutto nei rallentamento dei trasporti, dovesse prolungarsi non si possono escludere impatti futuri sull’approvvigionamento».

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