Consumo di antibiotici: lieve incremento nel 2018, l’uso inappropriato supera il 30%

Il dato è in crescita se, nel confronto con il 2017, si considera anche l’acquisto privato, che vale circa il 16% del totale. Ma dal 2014 il trend di utilizzo di questi farmaci in regime di assistenza convenzionata è comunque in calo. Restano forti differenze tra Nord e Sud. Ecco il rapporto nazionale Aifa

In lieve aumento nel 2018 il consumo di antibiotici in Italia: l’uso di questi farmaci, compresi quelli acquistati privatamente dal cittadino, è stato di 21,4 dosi giornaliere ogni mille abitanti (ddd/1000 abitanti die) contro il 20,9 del 2017. Ma il trend è di segno opposto se si considerano solo gli antibiotici a carico del Servizio sanitario nazionale (-0,3%) e un arco temporale più ampio (2014-2018). È quanto emerge dal rapporto nazionale 2018 “L’uso degli antibiotici in Italia” presentato a Roma dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Il trend sul territorio

Gli antibiotici rappresentano nel 2018 l’1,6% del consumo totale di farmaci in Italia. L’85% delle dosi di antibiotico sono state erogate a carico del Ssn. Questo dato comprende sia gli antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata (dalle farmacie pubbliche e private) sia quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. Il restante 15,9% è rappresentato da antibiotici acquistati dal cittadino in farmacia (non a carico del Ssn).

Degli antibiotici a carico del Ssn, circa il 90% viene erogato in regime di assistenza convenzionata, confermando che gran parte dell’utilizzo degli antibiotici avviene a seguito della prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta. Nel periodo 2014-2018 i consumi di antibiotici in assistenza convenzionata sono calati del 10,1% mentre la spesa convenzionata è diminuita del 12%. Lo stesso indicatore ha subito una flessione tra il 2017 e il 2018: -0,5% in termini di consumo e -0,9% in termini di spesa pro capite (10,8 euro).

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