Consulti online: i medici rischiano pesanti sanzioni

In caso di errato trattamento, le sanzioni potrebbero arrivare fino 20 milioni di euro o, se superiore, fino al 4% del fatturato globale

Era il 20 maggio 2019, un anno fa. Da quel giorno sono scattati per le aziende e le PA gli adempimenti alle disposizioni regolamentarie sulla privacy e a sostenere eventuali controlli o ispezioni da parte dell’Autorità. In questo contesto un ruolo fondamentale lo svolgono app, messaggi e videochiamate che piacciono a medici e pazienti perché creano un rapporto diretto, riducono i tempi d’attesa e cancellano la burocrazia: la prova è arrivata durante la quarantena con un’impennata di webinar, consulti telefonici e online. “Ma attenzione, senza le dovute cautele, si può compromettere un bene prezioso, il cui valore è ancora sottovalutato, i dati personali e sanitari del paziente”.

A lanciare l’allarme è Consulcesi: “Il rischio per i professionisti sanitari è molto alto perché sono i depositari dei dati sensibili che secondo il Regolamento generale per la protezione dei dati GPDR sono sottoposti a tutela particolarmente severa. In caso di errato trattamento, le sanzioni potrebbero arrivare fino 20 milioni di euro o, se superiore, fino al 4% del fatturato globale”, chiarisce Ciro Galiano, avvocato esperto in privacy e digitale. Ci sono alcune strade da seguire per tutelare la privacy dei pazienti: se il medico ha introdotto nuovi sistemi di comunicazione, prima di utilizzarli deve applicare una nuova informativa per la tutela dei dati e aggiornare i documenti relativi alla gestione della privacy e del consenso informato. Verificare se i software informatici utilizzati sono a norma, nonché controllare il sistema di protezione antivirus e dei programmi, ma soprattutto accertare l’adeguatezza della documentazione rilasciata al cliente.

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