Come sono cambiate le mascherine nei secoli?

Dalla maschera a forma di becco, utilizzata nel XIV secolo come protezione dalla peste, le mascherine ne hanno fatta di strada. Si tratta ormai di uno strumento entrato nel quotidiano a causa della pandemia ma fanno parte delle politiche di prevenzione sanitaria già da molti secoli.

Le mascherine nascono infatti nel Rinascimento, periodo in cui si diffonde l’ipotesi che alcune malattie infettive, ad esempio la peste, fossero dovute ai “miasmi”, l’aria cattiva, secondo le credenze del tempo. Fazzoletti impregnati di essenze arrivarono in supporto, per evolversi nella più elaborata “maschera della peste”. All’interno del famoso becco, i medici inserivano essenze odorose e paglia. Inoltre, indossavano una “lunga palandrana di tela cerata, guanti, occhiali, cappello a testa larga, e un bastone che permetteva di visitare il malato da lontano senza toccarlo con le mani. A volte il bastone era dotato di una sorta di lama che permetteva di incidere i bubboni”. A spiegarlo è Vittorio Sironi, docente di Storia della medicina e della sanità e Antropologia medica all’Università di Milano Bicocca.

Nonostante alcune opinioni contrarie, i dati erano chiari già nel 1918 nel pieno dell’epidemia di Spagnola: l’uso della mascherina è in grado di ridurre le possibilità di contagio di circa il 15-20%.

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