Biosimilari. Giorni (Cpr-Aifa): “Ecco perché la sostituibilità automatica non è irrazionale”

La richiesta di 5 Società scientifiche 25 Associazioni di pazienti lanciata ad Aifa di ritirare la sua proposta sulla sostituibilità automatica tra biologico e biosimilare è irrazionale. Il problema va affrontato nella più assoluta trasparenza e con maggiore autorevolezza senza lasciare spazio a generiche e non dimostrate osservazioni che servono solo a dividere

È di pochi giorni fa che cinque Società scientifiche e ben 25 Associazioni di pazienti hanno riempito le pagine della stampa specializzata per disapprovare una proposta, sembra, avanzata da Aifa al ministero della Salute tesa a modificare la normativa vigente nella parte in cui prevede la non sostituibilità automatica dei farmaci biologici con il relativo biosimilare né fra biosimilari.

Per meglio comprendere il dissenso manifestato è utile ripercorrere brevemente il travagliato iter che ha portato alla regolamentazione in Italia della prescrizione, della rimborsabilità e della erogazione dei farmaci Biosimilari.
Nel lontano anno 2009 (11 novembre) fu presentato al Senato della Repubblica a firma dei senatori Cursi, Tomassini e De Lillo il Disegno di Legge n° 1875, con il quale, fra l’altro, si disponeva che “…4-ter. Al fine di mantenere la centralità della figura del medico nella scelta della terapia appropriata, si esclude la sostituibilità dei farmaci biosimilari e quella tra farmaci biologici e biotecnologici appartenenti alla stessa classe, anche nell’ambito dei processi di acquisto delle strutture sanitarie, nel rispetto del principio della non equivalenza terapeutica…”

[continua…]

Super-bug, studio italiano dimostra l’efficacia del trapianto del microbiota
L’immunoterapia cambia tutto, e Big Pharma deve ripensare alla sua R&D

Flash news simili

Editoriali

L’esperto risponde