Big Data nel settore sanitario, vantaggi e rischi

I Big Data in sanità si riferiscono a grandi set di dati raccolti periodicamente o automaticamente, che vengono archiviati elettronicamente e riutilizzati allo scopo di migliorare le prestazioni del sistema sanitario”. Nel 2016 la Commissione Europea, all’interno del report “Study on Big Data in Public Health, Telemedine and Healthcare”, spiegava così i vantaggi derivanti dal potenziale utilizzo dei big data nel settore sanitario.

A distanza di tre anni però, i passi avanti sul tema sono stati inferiori alle attese, e gli indirizzi di ottimizzazione della catena sanitaria e di sviluppo di strumenti smart per la gestione dei percorsi clinici dei cittadini si sono scontrati con la mancanza di tecnologie ed approcci analitici adeguati.

Gli utilizzi innovativi di enormi volumi di dati – in termini di dimensioni, velocità e varietà – offrirebbero molteplici opportunità di miglioramento delle dinamiche di funzionamento della sanità nazionale, ma nascondono al contempo criticità e rischi di non facile gestione. Ne parla Valerio Pastore, Founder e Chief Software di Boole Server, azienda italiana leader nella protezione dei dati.

Quali potrebbero essere i vantaggi e i rischi derivanti dal’utilizzo dei big data nel settore sanitario?

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