Corruzione in sanità, l’Anac aggiorna il Catalogo dei rischi: nel mirino anche i rapporti con l’industria

L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha approvato con delibera n. 318 del 29 luglio 2026 il nuovo “Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario”, uno strumento operativo che aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale dovranno utilizzare per predisporre la sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” dei Piani integrati di attività e organizzazione (Piao).

Il documento aggiorna i precedenti piani nazionali anticorruzione al nuovo Codice degli appalti e affronta anche profili non trattati in precedenza. Tra le aree analizzate figurano le liste d’attesa e l’attività libero-professionale intramoenia, concorsi e nomine, appalti sanitari, ricerca biomedica e sperimentazioni cliniche, oltre a marketing e promozione di farmaci e dispositivi. In quest’ultimo capitolo l’Anac segnala i rischi legati a regali e consulenze fittizie utilizzate per condizionare le prescrizioni, e indica tra le misure di prevenzione l’applicazione delle norme del Sunshine Act sui trasferimenti di valore e il tracciamento degli incontri tra medici e informatori scientifici, anche mediante strumenti automatizzati. Sul fronte della ricerca clinica, il Catalogo chiede alle aziende sanitarie di disciplinare con regolamenti trasparenti la distribuzione dei ricavi delle sperimentazioni e di introdurre controlli sui conflitti di interesse per medici e ricercatori, con dichiarazioni da aggiornare annualmente.

Il presidente Anac Giuseppe Busìa ricorda che la sanità rappresenta circa il 25% della spesa complessiva dei contratti pubblici e che l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda proprio questo comparto — un dato che giustifica, secondo l’Autorità, un approccio fondato sulla tracciabilità dei processi più che sul controllo formale.

Per gli informatori scientifici del farmaco la novità è di rilievo diretto: il Catalogo individua esplicitamente i rapporti con l’industria e gli incontri con gli ISF come area da monitorare attraverso strumenti digitali e report sulle anomalie nel rapporto tra farmaco, prescrittore e paziente. Un segnale della crescente attenzione regolatoria verso la tracciabilità e la trasparenza delle relazioni tra rete commerciale e professionisti sanitari, destinato probabilmente a tradursi in policy aziendali più stringenti su regali, sponsorizzazioni e rendicontazione delle visite.

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