Informatori Scientifici e gestione dei campioni in farmacia

Informatori Scientifici e gestione dei campioni in farmacia

Informatori Scientifici e gestione dei campioni in farmacia

INVIATA DA: Antonio

IL GIORNO: venerdì, 1 Dicembre 2023

Buonasera,

Come informatore farmaceutico di un’azienda emergente nel settore della fitoterapia e nutraceutica, mi trovo attualmente impegnato nell’informazione scientifica rivolta ai medici, sia di medicina generale che specialisti, con l’obiettivo di aumentare la visibilità dell’azienda nella mia area di competenza. Parallelamente, sto esplorando l’opportunità di estendere la mia attività informativa alle farmacie.

In questo contesto, mi sono trovato di fronte a una situazione interessante. In alcune farmacie, i farmacisti mi hanno chiesto dei campioni dei prodotti che rappresento. La mia preoccupazione principale riguarda la correttezza di tale richiesta, considerando che si tratta di integratori naturali.

Mi chiedo se sia appropriato che i farmacisti chiedano campioni e, in caso affermativo, se posso lasciare campioni di diversi prodotti o se vi sia un limite stabilito per la consegna di campioni in farmacia.

Desidero sottolineare che quando parlo di campioni, mi riferisco a quantità significativamente inferiori rispetto al prodotto finito destinato alla vendita. La mia pratica di “tamponare” il periodo prima dell’arrivo del prodotto in farmacia, utilizzando campioni, mira a coprire i 2-3 giorni necessari per far arrivare il prodotto, facilitando eventuali sostituzioni da parte dei farmacisti nel caso il prodotto finito non sia disponibile in magazzino.

Mi rendo conto che le reazioni dei farmacisti possono variare: alcuni chiedono attivamente campioni, mentre altri sembrano essere più restii, accettando a malapena oggetti come post-it o penne, sostenendo di non poter ricevere campioni dagli informatori. Mi chiedo se ci siano diversi approcci tra i farmacisti, magari in base alle catene di farmacie o alle loro disposizioni interne.

Sono disposto a lasciare volentieri campioni ai farmacisti se ciò è considerato opportuno, ma desidero comprendere meglio gli aspetti normativi e le dinamiche interne prima di procedere ulteriormente.

Ringrazio anticipatamente per le vostre delucidazioni in merito.

Cordiali saluti,

Antonio

La risposta dell’esperto

Caro Antonio,

Grazie per aver condiviso con noi il tuo interessante dilemma. La tua volontà di estendere l’informazione scientifica alle farmacie, affiancandola all’attività con i medici, è sicuramente una prassi da mantenere, considerando il ruolo cruciale delle farmacie come punti vendita.

Entrando nel mondo degli integratori alimentari, dove la regolamentazione è carente, è utile notare il codice deontologico di Federsalus, che pur non fornendo dettagli sulla gestione dei campioni, sottolinea che questi non devono avere un valore economico significativo e dovrebbero essere di modesta entità.

A differenza della situazione dei farmaci, dove la legge 219/2006 regola esplicitamente la gestione dei campioni, imponendo restrizioni sulla quantità massima, il divieto di vendita e l’obbligo di rendicontazione dettagliata. La tua pratica di anticipare confezioni in farmacia per coprire temporanei vuoti di magazzino solleva alcune riflessioni.

È positivo che tu abbia chiarito che si tratta effettivamente di campioni, quantitativamente inferiori al prodotto in vendita, con l’obiettivo di coprire brevi periodi di assenza. Questa pratica ha senso, specialmente considerando la sostituzione temporanea del prodotto in caso di mancanza.

Ti consiglio di condividere questa strategia internamente in azienda e valutare attentamente le quantità di campioni, destinandone alcuni ai medici e altri ai farmacisti. Anche se non ci sono restrizioni legali, è importante conoscere eventuali disposizioni interne aziendali utilizzate (i campioni sono comunque una voce di costo). In molti casi, finché i numeri sono positivi, tutto va bene, ma è meglio essere preparati a eventuali cambiamenti.

Sull’accoglienza da parte dei farmacisti, potrebbero essere sommersi da campioni da colleghi o agenti, o potrebbero non volersi impegnare ulteriormente. È essenziale sviluppare sensibilità nell’approccio e tenere traccia di dettagli personali, utili per adattare futuri approcci.

In conclusione, l’importante è garantire un approccio etico, evitando trasferimenti di omaggi di valore elevato. Spero che queste riflessioni ti aiutino a navigare meglio in questo contesto.

Cordiali saluti,

Vittorio Cassisi

Autore: Vittorio Cassisi



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