È considerato orario di lavoro anche il periodo durante le convention aziendali all’estero?

È considerato orario di lavoro anche il periodo durante le convention aziendali all’estero?

Richiesta informazioni sull'orario di lavoro

INVIATA DA: Giovanni

IL GIORNO: venerdì, 18 20 Gennaio19

Salve,

non riesco a trovare sul ccnl cosa è ricompreso nell’orario di lavoro.

Mi spiego meglio; durante una convention all’estero con ritmi incalzanti, riunioni, plenarie, transfert per cene ecc…Personalmente ritengo che, l’azienda, organizzando l’agenda dei lavori, programmando orari e attività, portandoci lontano da famiglia e togliendoci tempo privato, ha stabilito che i lavoratori fossero impegnati per 4 giorni in attività per conto dell’azienda.
Se questo non si può chiamare lavoro, non capisco cosa sia.

Mi sembra necessario, quindi,  capire in dettaglio quali sono le attività aziendali che meritano il nome di lavoro, sia nel lavoro quotidiano che in situazioni eccezionali (riunioni, Convention, …) L’orario di lavoro, ai sensi della legge italiana, è:

«qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni.»

Quindi?

In attesa, cordiali saluti

Giovanni

La risposta dell’esperto

Caro Giovanni,

L’argomento su cui chiedi chiarimenti è legittimo ed è stato da noi trattato e chiarito varie volte on line. Hai diritto, in ogni caso, essendo il tema molto utile a molti altri ISF, ad una risposta altrettanto chiara e documentata.

Prima aggiorniamo quel dato sugli ISF con contratti dipendenti (dai nostri dati e sondaggi, alla data odierna, gli ISF dipendenti sono esattamente il 50% del totale di quelli operanti in Italia ed, ovviamente, gli ISF con contratto autonomo di vario tipo sono l’altro 50%).

Le cause dell’evoluzione di questo spostamento percentuale non ha molta rilevanza ai fini della nostra risposta alle tue domande. Diciamo che noi abbiamo contribuito.

Procediamo, ora, con un concetto ancora poco chiaro a tantissimi informatori, specie con contratto dipendente e specie se assunti da poco o che da poco si fanno le tue stesse domande.

Tali informatori non sono operai, trasportatori od impiegati interni ma fanno parte del “personale esterno” (ma non uno qualunque; uno vitale per l’azienda) contrattualmente, cambia tantissime cose nel concetto che ognuno decide di volersi chiarire su chi si è come lavoratore, quali sono i propri diritti contrattuali e quali i reali compiti e doveri.

Chiariti bene questi aspetti forse riuscirai anche a capire meglio le motivazioni del “modus operandi” delle aziende negli eventi, sporadici, esteri o nazionali, che coinvolgono i suoi dipendenti esterni e che hai ben descritto.

Solo dopo, quindi, potrai formulare le tue opinioni su delle basi solide. A meno di non aver già deciso, a prescindere dagli accordi firmati nel CCNL, di darti al sindacalismo; rivoluzionando lo stesso CCNL. Cosa che neanche uno come il famoso “Malcom X” riuscirebbe a fare, visti gli ottimi rapporti esistenti da decenni tra aziende e i sindacati del settore.

Gli informatori che sono assunti con il CCNL dei chimici appartengono al livello B (B1 o B2), in molti casi vengono spostati al livello A3, con un aumento di stipendio.

Ma tale spostamento fa avanzare anche le responsabilità di tali ISF, che devono rendere conto contrattualmente, all’azienda dell’andamento delle vendite dei prodotti nella propria zona. Diventano, pur non avendo colleghi da coordinare, dei “dirigenti” organizzandosi in modo indipendente e, quindi, è giustificata l’azienda che, non soddisfatta dei risultati gli facesse pervenire una disdetta del suo contratto da dipendente, con tanti ringraziamenti e saluti.

Ho cercato di essere chiaro, forse brusco, ma chiaro. Adeguando ciò che ho affermato a quanto leggo nelle mansioni della fascia A e B del CCNL dei chimici.

Avviciniamoci ora ai tuoi argomenti stringendo le chiacchiere burocratiche del CCNL.

L’orario di lavoro dell’informatore scientifico del farmaco – dal CCNL

Nota di redazione: dalla lettura degli articoli del CCNL riportati, riteniamo necessario sottolineare che gli Informatori con CCNL dei Chimici, essendo dei lavoratori esterni (“Chiarimenti a Verbale”) sono ricompresi  nel  trattamento  di deroga alla disciplina della durata settimanale dell’orario di lavoro e per loro vale la ” non applicazione  delle disposizioni degli articoli 3, 4,  5,  7,  8,  12, 13 (relative,  tra l’altro, a orario di lavoro, lavoro straordinario, riposo giornaliero, pause)”.

In pratica dal testo appaiono evidenti due cose:

  1. L’informatore non ha un monte ore settimanale definito e stabile, ma deve rispettare globalmente il monte ore annuo delle attività che rientrano nella sua professione;
  2. L’informatore non ha un orario predeterminato di inizio, di termine o di pausa nella giornata lavorativa e che, perciò, li organizza autonomamente (salvo accordi, non peggiorativi, RSU-azienda già in atto).

Questo spiega anche il perché le aziende, di norma, tendono a far aumentare il numero dei medici visitati e non parlano mai con gli ISF di orario di lavoro. Non possono farlo.

Molto spesso si sente parlare e chiedere dai colleghi quale sia l’orario di lavoro di un Informatore Scientifico del Farmaco, cosa in esso sia compreso e come regolarsi di conseguenza. Da subito dobbiamo dire che, allo stato attuale, non è presente uno specifico contratto di lavoro per gli informatori scientifici del farmaco. Perciò, al di là di quanto previsto per i colleghi con altre tipologie contrattuali, quanto sotto indicato varrà per i soli ISF inquadrati nel contratto chimico-farmaceutico.

CCNL
Omissis

Chiarimenti a verbale (sopra citato).

Omissis

7) In relazione a quanto previsto all’articolo 16, commi 1 e 2 del D.Lgs. n. 66/2003 si conviene che i lavoratori esterni, in quanto assimilabili ai commessi viaggiatori o piazzisti, sono ricompresi nel trattamento di deroga alla disciplina della durata settimanale dell’orario. Si conviene inoltre di assimilare questi lavoratori al personale di cui al comma 5 dell’articolo 17 del D.Lgs, n. 66/2003 per quanto riguarda la non applicazione delle disposizioni degli articoli 3, 4, 5, 7, 8, 12, 13 (relative, tra l’altro, a orario di lavoro, lavoro straordinario, riposo giornaliero, pause).

Se avete tendenze masochistiche o problemi nel prendere sonno vi forniamo il giusto rimedio: leggetevi la risorsa professionale a vostra disposizione dedicata all’orario di lavoro.

Caro Giovanni, ti riporto un ulteriore chiarimento, offertoci da un collega, che specifica anche “quali attività” fanno parte dell’orario di lavoro dell’informatore scientifico del farmaco.

Da quanto sopra indicato, essendo gli ISF a tutti gli effetti degli impiegati al 7° livello del CCNL Chimico Farmaceutico (B1) soggiacciono ad un orario settimanale medio di 40 ore divisi in 5 giorni (le famose 8 ore di lavoro giornaliere).

Nel nostro, come anche in altri contratti di diversi settori, non si specifica se in queste siano più o meno compresi gli spostamenti con l’auto, la gestione saggi ed il lavoro amministrativo, lasciando perciò vari dubbi interpretativi.

A tal scopo sarebbe utile uno specifico mansionario indicante quanto di pertinenza del lavoratore, ma, allo stato attuale, non ne esiste uno valido per gli Informatori Scientifici del Farmaco.

A questa considerazione si deve aggiungere la peculiarità della nostra attività, che non prevede l’obbligo di uno specifico orario di lavoro o di inizio o di fine orario come per altre categorie, essendo in pratica un lavoro svolto in autonomia ed è perciò impossibile indicare paletti rigidi.

Essendo poi impossibile definire “esattamente” l’orario di lavoro, gli ISF vedono il recupero dei 15 minuti di riduzione di orario di lavoro (R.O.L) calendarizzati in giornate o ore di recupero.

Su questi aspetti “nebulosi” molte aziende danno una loro “interpretazione” al nostro orario di lavoro. Infatti si assiste a decisioni di aziende che indicano il nastro lavorativo dell’ISF come la sola attività svolta presso i medici, non considerando, a torto, gli spostamenti e l’attività burocratica quale attività lavorativa, mentre altre più correttamente calcolano l’intero orario di lavoro comprensivo anche di burocrazia e spostamento.

E’ da far presente, poi, che l’INAIL con sue specifiche circolari, fa comunque presente che, ai fini assicurativi di questo istituto essendo impossibile determinare uno specifico orario di lavoro per la nostra particolare attività, qualsiasi incidente che avvenga all’Informatore Scientifico del Farmaco viene considerato come avvenuto durante lo svolgimento della propria attività lavorativa.

Un esempio riguarda il caso in cui un infortunio avvenga durante lo stivaggio e la gestione del materiale lavorativo (saggi e materiale cartaceo e promozionale), oppure un incidente d’auto durante il tragitto dalla propria abitazione (da più sentenze della Cassazione ritenuta dipendenza aziendale) per raggiungere il medico oggetto della nostra attività.

Ancor giù evidente, nel caso di infortunio durante il raggiungimento di ambulatori o ospedali (caduta dalle scale, etc..etc..) fra una visita da un medico ad un altro.
Spero di aver chiarito come mi è possibile questo spinoso argomento che molti colleghi non conoscono.

Caro Giovanni, con questo concludo la mia risposta di esperto (immodestamente, alla mia età, ritengo di esserlo).

Forse ti sarà sembrato che a non tutti i tuoi dubbi io abbia risposto. Ma ti sbagli.

Impara a leggere tra le righe delle risposte e troverai tutto quello che ti serve per far diventare il tuo lavoro il più bello del mondo.

Francesco Lupinacci

Autore: Francesco Lupinacci



Ma i mini incontri serali coi medici e le visite aziendali sono rispettose delle norme?
2 SANATORIA 2006 DEGLI ISF: LA LEGGE 219/2006 DICE CHE E’ VALIDA. ALCUNI NEL SETTORE NON LA HANNO ANCORA LETTA.

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