Una ricerca condotta da Hyntelo in collaborazione con Informatori.it rivela luci e ombre dell’adozione dell’IA tra gli Informatori Scentifici in Italia.
L’Intelligenza Artificiale (IA) è ormai una realtà consolidata in molti settori, ma nel contesto dell’Informazione Scientifica il suo impatto è ancora in fase di esplorazione. In particolare, il livello di adozione tra gli Informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco (ISF) appare frammentato e disomogeneo.
Per analizzare il rapporto tra informazione scientifica e IA, Hyntelo, AI Solution Company attiva nel settore pharma e life science, ha condotto una ricerca in collaborazione con la community di Informatori.it – il punto di riferimerto per gli Informatori Scientificiin Italia. Obiettivo: comprendere in che modo l’IA viene utilizzata dagli ISF, quali siano le difficoltà riscontrate e dove si concentri il maggiore potenziale di sviluppo.
La survey ha coinvolto un ampio campione di professionisti da tutta Italia – ISF junior e senior, area manager, agenti del canale farmacia – operativi su farmaci etici, nutraceutici, dispositivi medici, cosmetici e omeopatici.
L’adozione dell’IA: iniziativa personale, non aziendale
Uno dei dati più significativi emersi è che il 77% degli ISF che utilizzano l’IA lo fa su base autonoma, senza un supporto strutturato da parte dell’azienda. L’adozione della tecnologia, quindi, è perlopiù spinta dall’interesse individuale e non da una strategia aziendale.
Eppure il desiderio di approfondire c’è: il 66% degli intervistati esprime interesse per una formazione dedicata all’uso dell’IA, con particolare attenzione all’aggiornamento scientifico e alla gestione delle attività quotidiane.
Dove può fare la differenza: efficienza, personalizzazione, comunicazione
Gli ISF riconoscono nell’IA un potenziale concreto in diversi ambiti:
- Automatizzare compiti ripetitivi come report, raccolta dati e gestione normativa;
- Personalizzare le interazioni con i medici sulla base dei loro profili;
- Ottimizzare i tempi di lavoro grazie all’uso di strumenti digitali e vocali.
Un dato interessante: il 70% degli ISF utilizza assistenti vocali nella vita privata, a testimonianza di una naturale predisposizione a integrare tecnologie anche nell’ambito professionale.
Le resistenze: etica, privacy e scetticismo
Nonostante l’interesse, la ricerca mette in luce diverse criticità:
- Il 72% esprime timori sulla gestione della privacy dei dati;
- Il 49% dubita dell’affidabilità dell’IA nelle decisioni complesse;
- Preoccupazioni diffuse sull’eventuale ridimensionamento del ruolo umano.
Per superare questi ostacoli, le aziende dovranno adottare protocolli chiari e trasparenti, affiancati da programmi di formazione che affrontino anche gli aspetti etici e culturali.
Formazione: il vero catalizzatore del cambiamento
Il dato più allarmante riguarda la formazione: il 90% degli ISF non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’IA. Eppure, tra chi l’ha avuta, si registra una maggiore apertura all’utilizzo e una migliore comprensione delle potenzialità offerte.
Le aziende dovrebbero dunque investire in percorsi formativi strutturati, capaci non solo di trasferire competenze tecniche, ma anche di costruire consapevolezza e fiducia nell’utilizzo degli strumenti digitali.
Un equilibrio Human + Tech
L’IA non sostituirà l’Informatore Scientifico, ma potrà potenziarne l’operato. Il valore umano – empatia, ascolto, capacità relazionale – resta centrale. Ma grazie all’IA sarà possibile:
- migliorare la qualità e la tempestività dell’aggiornamento;
- rendere più efficace la comunicazione con i medici;
- analizzare i dati per pianificare strategie mirate e personalizzate.
Serve però un cambio di passo: prima culturale, poi tecnologico.
Conclusioni
La ricerca di Hyntelo e Informatori.it mostra chiaramente che l’interesse verso l’IA è elevato, ma è ancora lontana una vera integrazione all’interno dei processi aziendali.
Solo attraverso strategie strutturate e formazione continua, le aziende potranno trasformare questa domanda latente in valore concreto. L’IA potrà così diventare un vero alleato per gli Informatori Scientifici, contribuendo a una professione sempre più efficace, aggiornata e strategica.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato attivamente alla realizzazione di questa survey fornendo il loro contributo






I commenti a questo articolo sono chiusi