Tutto ciò che non sapevi sul Farmacista Prescrittore: opportunità per gli ISF?

Tutto ciò che non sapevi sul Farmacista Prescrittore: opportunità per gli ISF?

Uno dei ruoli aziendali essenziali dell’Informazione Scientifica del Farmaco è quello di individuare sul territorio l’evoluzione del processo prescrittivo. Quale è l’attore principale potenzialmente in grado di convincere un paziente ad iniziare una terapia farmacologica, utilizzare un presidio medico o un prodotto nutraceutico?

I flussi e i percorsi che portano il paziente all’uso continuativo (patient journey), rappresentano da sempre il capitolo dell’efficienza e economicità del Sistema Salute. Tuttavia, in questi ultimi anni qualcosa è cambiato.

Il percorso fisico del paziente che va dal medico, poi in farmacia con la prescrizione per farsi consegnare il prodotto, con l’avvento della Ricetta Elettronica ha subito una trasformazione importante. Il sistema digitale ha “creato” spazio temporale al medico, ampliando la finestra di tempo da dedicare alle visite con i pazienti.

L’uso sempre più frequente di dare un appuntamento preciso al paziente ha preso il posto del classico numero di attesa dove poteva esserci la ri-prescrizione di un farmaco e/o la visita medica.  I pazienti cronici oggi richiedono i codici della ricetta dal proprio medico tramite mail, WhatsApp, oppure per dettatura telefonica. Il paziente riversa il tutto al farmacista che eseguirà tutte le operazioni di identificazione paziente-medico-prodotto, attraverso il proprio software.

Il decreto esemplificazioni è articolato sulla linea di come gestire il paziente cronico, attraverso la Farmacia Territoriale, dando ancora più spazio al medico per la visita al paziente.

Sulla ricetta SSN in base al protocollo individuale il medico indicherà posologia e numero di confezioni dispensabili nell’arco di un anno.

Il farmacista informa il paziente sulle corrette modalità di assunzione del farmaco e consegna un numero di confezioni pari alla copertura di un mese di terapia. La responsabilizzazione del paziente alla terapia continuativa probabilmente permetterà di mantenere un rapporto diretto tra medico e farmacista tale da monitorare adeguatamente l’aderenza terapeutica del paziente.

Il ruolo degli Informatori

Cosa comporta per l’Informazione Scientifica questa novità? Ipotizzando una sistema a regime, potremmo pensare ad una nuova ri-modulazione della visita dell’ISF al medico ma anche al farmacista.

Mentre le modalità di visita attuale rimarranno le stesse per il medico nel trattare nuovi pazienti, documentando l’efficacia terapeutica del proprio prodotto, sul farmacista si aprirà un nuovo capitolo. Non più solamente aspetti informativi con la sola presentazione e consegna dell’RCP ma anche migliore comprensione sull’andamento del proprio prodotto nella cronicità.

Far comprendere meglio il corretto uso della terapia, svolgere attività di Counselling, sono solo alcuni degli esempi che l’Informatore potrebbe svolgere nei confronti del farmacista prescrittore.

Quali sono i vantaggi?

Quale vantaggio ottiene l’ISF/Azienda? I dati parlano da soli.

Mediamente nel 50% delle terapie croniche il paziente è non compliant alla terapia. Nella tabella che segue è possibile valutare come il 50% non aderisce e non è persistente nell’utilizzo delle terapie Cardiovascolare, il 65% per quelle del CNS e l’85% per le terapie del sistema respiratorio.

È anche evidente una differenza di genere nell’uso continuativo delle terapie. L’insieme di queste conoscenze di mercato combinate con la competenza tecnico scientifica, fanno assumere all’Informatore Scientifico il ruolo pratico di formatore del “farmacista clinico” che da più parti viene richiesto.

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Impatti sull’aderenza terapeutica

Si risolverà in questo modo il problema dell’aderenza terapeutica che genera costi stimati in EU pari a 125 miliardi di euro?

Vari studi hanno dimostrato che la presenza del farmacista influisce positivamente sull’aderenza terapeutica. Già nel 2017 l’i-MUR aveva dimostrato grazie all’attenzione del farmacista, un miglioramento dell’aderenza nel 40% nei pazienti asmatici.

Una analisi 2011-2016 dimostra che dalla chiusura di 3.622 farmacie indipendenti negli USA, per l’anno successivo in tutti i pazienti – in particolare nei pazienti anziani – il 23,8% non ha riacquistato e il 15,3% ha ridotto l’aderenza a statine, beta bloccanti, anticoagulanti​.

In UK il ruolo del farmacista prescrittore è svolto dal 2003. Nel 2006 a questa prima figura, detta pharmacist supplementary prescriber, si aggiunge quella del pharmacist independent prescriber più orientatata all’ ospedale. Dal 2026 tutti i farmacisti iscritti all’albo professionale in UK diventeranno indipendenti nella prescrizione come affermato Gareth Jones, direttore degli affari aziendali presso la National pharmacy association.

Sempre in UK la quasi totalità delle farmacie ha aderito al Pharmacy first il nuovo servizio del Nhs – il sistema sanitario inglese – che allenta il carico di lavoro degli ambulatori medici consentendo alle farmacie di trattare in prima istanza patologie diffuse e comuni, ad esempio otiti cistiti, senza passare dal medico. In Francia, queste ultime patologie saranno trattate nei prossimi mesi con prescrizioni di antibiotici, effettuate direttamente dai farmacisti.

Benefici complessivi

Una revisione pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology del 20 giugno del 2018, in cui sono stati raccolti dati su 65 studi provenienti dal Regno Unito, Australia, Canada e Stati Uniti, condotti su pazienti, infermieri, medici e farmacisti, sostiene che dove il farmacista è autorizzato a prescrivere, migliorano l’accesso ai servizi sanitari e si riduce il carico di lavoro al medico.

La maggior parte dei pazienti che si si sono affidati alla consulenza di un farmacista prescrittore, si è detta particolarmente soddisfatta della sua competenza e non ha mostrato dubbi sulla sicurezza della ricetta. Nel nostro editoriale Dialogare con i Farmacisti, evidenziavamo che tutte le farmacie sono diverse, così come i farmacisti.

Un lavoro di targeting e profiling andrà svolto per mettere in moto un nuovo modello di sinergie territoriali.  È certo che la rapidità e, come sempre, il personal branding dell’Informatore saranno gli elementi vincenti.

Autore: Roberto Adrower

External lecture di Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico, Processi comunicativi in medicina, presso la Facoltà di Farmacia e Medicina dell'Università La Sapienza di Roma. È stato consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Marketing Farmaceutico. Ha ricoperto posizioni di responsabilità nell’organizzazione di numerose società farmaceutiche, sia italiane che multinazionali, in differenti funzioni di Marketing, Supply chain, Affari regolatori.

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