Personal Branding e Social Media per gli informatori: il marketing di sé stessi

Personal Branding e Social Media per gli informatori: il marketing di sé stessi

Abbiamo parlato  di “Missionario Tecnologico” come modello altamente qualificato da adottare anche in altre filiere economiche. La competenza è valore, ma il valore va “promosso”.
Il “Personal Branding del singolo ISF” è un elemento da promuovere per il  successo personale ed aziendale. È con l’incremento degli strumenti digitali che il Personal Branding ha iniziato a diffondersi.

Il primo brand noto è un social: We Chat

Dopo anni di primato del brand Ferrari, per la prima volta un social, We Chat arriva alla vetta della classifica “TOP 10 STRONGEST BRANDS”.

L’app cinese, poco conosciuta in Italia, è molto utilizzata in Cina come servizio di messaggistica, di pagamento digitale e di shopping, tanto da essere utilizzata da quasi tutta la popolazione.

La sinergia tra brand e social media mostra chiaramente  i suoi “muscoli”. È il momento di ripensare quindi ai modelli di promozione del brand in modo differente e con metodiche di lavoro nuove. “Se lo fa il mio concorrente, lo faccio anche io, ma in modo diverso”. 

Per posizionare il mio marchio devo pianificare solo una avanzata strategia multimediale?

Il caso Apple: un modello di studio per l’Informazione Scientifica del Farmaco.

Quando si pensa ad una grande azienda tecnologica, come ad esempio Apple, probabilmente ci si aspetta una grande presenza sui social, ma non è così. Normalmente i social servono per aumentare la propria visibilità e consapevolezza del marchio. Apple non ne ha bisogno poiché tutti conoscono Apple, infatti non vi è tuttora né un profilo Facebook né tantomeno Twitter di questa azienda. 

Apple non “vende” sui social network. Quando realizza una promozione su un determinato network, Apple fa sempre attenzione a non fare pushing su un prodotto, a non sviluppare una presentazione di vendita, anzi, adopera una strategia completamente opposta. Molti professionisti del Marketing lo definiscono un processo di evangelizzazione: il messaggio che arriva al consumatore è un invito a vivere un’esperienza diversa che può portare solo a quel determinato prodotto.

Durante le feste natalizie Apple puntava sul claim “Give the gift of Go” per pubblicizzare l’Apple Watch. Posizionando in loro annuncio in questo modo, non stava passando il messaggio “compra a qualcuno un Apple Watch perché è un Apple Watch“, bensì “Regala un Apple Watch e offri ai tuoi cari un’esperienza emozionale“.

Il singolo ISF come messaggero tecnologico consolida il suo brand attraverso una strategia multimediale oppure una “politica di evangelizzazione” (advocacy)? Posizionarsi a metà strada sembra essere una saggia scelta. I professionisti con esperienza e ben posizionati nel settore sposteranno l’ago della bilancia verso “l’evangelizzazione” con il supporto della multimedialità; mentre il neo ISF dovrà utilizzare una strategia differente, sfruttando al meglio i social per raggiungere l’audience e arrivare fisicamente al proprio target.

 

Il Personal Branding – Patty Smith Interview: advice to the young.

“Keep your name clean. Dont make compromises. Dont worry about making a bunch of money or being successful. Be concerned about doing good work and protect your work.”

Nel 2012 Patty Smith, in un’intervista per il Louisiana Channel, aveva sottolineato l’importanza della tecnologia. La tecnologia è potente, solo che è poco sfruttata. Abbiamo la possibilità di creare una rete di persone che possano rimanere in contatto in qualsiasi parte del mondo e colpire a livello globale perché, attraverso internet, il mondo è un unico popolo.

Ma anche il nostro “microcosmo” deve restare in contatto con noi e non ci deve dimenticare. Ora più che mai le parole di Patty Smith sono veritiere, in un momento durante il quale il mondo è fermo e l’unico modo per restare connessi e per cambiare qualcosa è solo attraverso la tecnologia. 

Informazione Scientifica e Personal Branding

In questultimo periodo, la figura del ISF si è dovuta adattare alla situazione globale modificando in parte o in toto il modo di interagire con la clientela. Il sondaggio di giugno di questa testata ci ha dato un quadro puntuale: il Personal Branding è tutto ciò che fa riferimento a quel complesso di strategie messe in atto per promuovere sé stessi, le proprie competenze ed esperienze, la propria carriera come se ognuno di noi fosse, appunto, un brand. Il Personal Branding è tutto ciò che una persona rappresenta per il pubblico. 

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, definisce il Personal Branding come: «quello che la gente dice di te, una volta che sei uscito dalla stanza».

Come è illustrato nello schema, il Personal Branding comincia dalla condivisione di valori, esperienze, interessi; tutto ciò che può far risaltare la persona presa in questione.È, insomma, quando le due immagini, quella di sé che si prova a veicolare e quella che invece percepiscono gli altri, si sovrappongono che il personal branding si può considerare riuscito.”

Area Paersonal Branding riconosciuta

Marketing di sé stessi per una buona strategia di Personal Branding: la metafora della Conchiglia e della Trottola.

La conchiglia aderisce al mantello del mollusco. Il guscio ha una  funzione di  protezione.

L’ISF, nel momento che sviluppa una propria strategia di crescita, analizza gli elementi essenziali del suo Brand. In particolare, ci si dovrebbe chiedere come viene percepita la mia immagine? Cosa  posso migliorare? Come posso sviluppare  la mia notorietà? Quale “corda “ devo toccare per essere efficace per me stesso e per il mio lavoro attraverso il mio pubblico?

Sono cinque le parti che formano il nostro guscio e che hanno ruoli caratteristici: le cosiddette 5V* . 

L’ISF dovrebbe costruire il suo piano di marketing proprio come si fa con un prodotto.

Bilanciare saggiamente gli elementi del  proprio posizionamento ed il proprio essere riconosciuto nel “mercato”, dipende solo da noi.

“Il mio brand va diffuso e conosciuto”:  qui entra la metafora della trottola. Ogni persona ha un asse centrale che è rappresentato dalle competenze tecniche, dal proprio bagaglio personale e culturale  caratteristico del proprio Brand. Questo è l’asse portante della trottola.

Quando l’asse centrale gira permette alla trottola di allargare il suo raggio di azione e quindi incrementare e sviluppare contatti, relazioni ed esperienze consolidate e/o nuove. La somma delle singole competenze acquisite, esperienze e contatti dei singoli “missionari tecnologici” sviluppa il capitale umano dell’Azienda.

Tutto ciò valorizza l’azienda, posizionando le persone giuste all’interno di quest’ultima. Perché un’azienda può trarre grandi vantaggi nel posizionare e valorizzare i propri leader, dipendenti o collaboratori anche per le loro differenze caratteriali. Tutti gli attori dell’azienda coinvolti hanno una loro rete sociale ed essendo esposti al pubblico, soprattutto nel contesto digitale, possono diventare un naturale mezzo di visibilità per l’azienda; un modo naturale per coinvolgere positivamente il proprio pubblico di riferimento che sia costituito da clienti tradizionali (medici, farmacisti, stakeholder) che da persone comuni, che poi sono i nostri utenti finali, ovvero i pazienti  .

Sviluppando la loro immagine professionale è possibile trasformare gli ISF in veri e propri Brand Ambassador, capaci di attirare nuove opportunità, specialmente attraverso i canali digitali. 

Completerà questo articolo, un focus speciale sui Social Media.

Autore: Roberto Adrower

Roberto Adrower

Professore a contratto di Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico, presso la Facoltà di Farmacia e Medicina dell'Università La Sapienza di Roma. È stato consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Marketing Farmaceutico. Ha ricoperto posizioni di responsabilità nell’organizzazione di numerose società farmaceutiche, sia italiane che multinazionali, in differenti funzioni di Marketing, Supply chain, Affari regolatori.

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