Intelligenza artificiale al servizio dell’informazione medico scientifica

Intelligenza artificiale al servizio dell’informazione medico scientifica

In occasione del Bhave Summit 2023, Informatori.it ha avuto l’occasione di moderare l’intervento dal titolo “intelligenza artificiale al servizio dell’informazione medico scientifica”.

Se non sei riuscito a vedere la diretta streaming, qui trovi il link della registrazione: https://www.youtube.com/watch?v=blrhzrtfg5i

Durante l’incontro sono emersi i principali trend da monitorare nel rapporto medico-informatore, vediamo insieme quali sono

Mediamente, i medici ricevono ogni giorno circa dieci e-mail di informazione medico-scientifica, incontrano quattro informatori scientifici, i quali presentano ciascuno circa tre prodotti. Ma non solo, ricevono qualcosa come 15 notifiche dai gruppi a cui sono iscritti e consultano almeno due portali per ricercare informazioni.

In un contesto di questo tipo, se stimiamo otto ore lavorative, ad ogni ora il medico riceve sei stimoli di comunicazione. La domanda è, come fa un medico a navigare efficacemente in questo mare di informazioni per arrivare a ciò di cui ha bisogno?  E dall’altro lato, come fa un Informatore che è in possesso di quelle informazioni a riuscire a farsi ascoltare dal medico?

Overload di Informazioni e Intelligenza Artificiale

Oggi, di cento slide che vengono prodotte dal marketing nel tipico slide kit, l’informatore ne utilizza sette. Siamo di fronte ad uno spreco di risorse. Alle aziende sembra mancare un importante tassello: la conoscenza delle preferenze dei propri clienti, i medici, e quindi la capacità di personalizzare la comunicazione.

All’interno di questo quadro può inserirsi efficacemente l’Intelligenza Artificiale. Per esempio, è possibile verificare come stanno andando tutti i touch point che le aziende pharma hanno a disposizione quando incontrano il customer. Quindi si parla di touch point fisici, ovvero gli incontri medico-informatore, ma anche come, per esempio, l’Healthcare Professional interagisce con i touch point digitali.

Il doppio ruolo dell’Informatore

Il punto principale sul quale le aziende sono chiamate a concentrarsi è lo stakeholder più importante, l’informatore.

L’informatore copre due ruoli nello scenario di cui stiamo parlando. Da una parte è il collettore dei dati, è la prima fonte che permette di alimentare la base dati per poi svolgere le dovute analisi. Dall’altra parte è il veicolatore del contenuto.

Il punto principale, ad oggi, è quello di riuscire ad organizzare i dati in maniera strutturata, partendo dall’automatizzazione della classificazione del contenuto. Questo preciso tassello può il suo posto proprio grazie al supporto dell’Intelligenza Artificiale.

Le differenze territoriali

Nel corso del BSummit 2023, è emerso un esempio interessante. Nello slide kit dell’Informatore, in fase di presentazione al medico si rilevano interessanti differenze. Ad esempio, un particolare contenuto, una slide, può performare in maniera efficace per i medici di una specifica area territoriale e in modo completamente opposto in una differente zona.

Ed è importante sottolineare che non si tratta di competenze del singolo informatore ma delle difficoltà che sperimenta in rapporto al diverso interlocutore.

Quindi qui ci si affianca anche proprio a un tema di trasformazione, cioè la capacità che ha l’azienda del settore nel costruire sinergia tra marketing e FieldForce, nel costruire dei contenuti,  magari pensando a eventuali test su un campione iniziale monitorando poi i risultati.

La curva cognitiva

È fondamentale essere consapevoli della curva cognitiva di tutti gli stakeholder nel comprendere come catalogare questi dati per poi riuscire a trasmetterli come un valore per l’informatore.

In alcuni casi, l’informatore vede questa raccolta dei dati come una volontà di controllo personale e in alcuni casi può essere veritiero. Tuttavia, è necessario alimentare un processo di sinergia, quindi di condivisione, prima di tutto fra gli informatori stessi per capire la natura delle differenze geografiche per andare a capire le ragioni.

È necessario personalizzare e riadattare il linguaggio e, per facilitare la creazione dei contenuti, può essere utile utilizzare intelligenze artificiali generative che consentono un risparmio di tempo fortemente impattante, se ben utilizzare.

Cosa succederà nel prossimo futuro? 

L’evoluzione nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nell’informazione medico-scientifica è un processo in continua trasformazione. L’adozione dell’IA, attraverso prompt ben formulati e l’uso delle Interactive AI (IAI), è una strada che non è ancora giunta al termine.

È interessante notare come alcuni “early adopter” siano persone che hanno compreso l’opportunità di essere più efficaci, indipendentemente dall’età. La chiave del successo risiede nel mindset, nell’approccio alla tecnologia non come sostituto bensì come supporto. La tecnologia è un mezzo, ma il cambiamento sostanziale deve avvenire nei processi.

Autore: Cristina Musumeci



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